Musica rock

1967: il sogno psichedelico di Hitchcock

Che di nome fa Robyn e di mestiere il cantautore: nel suo libro ripercorre la sua crescita, l’esperienza al college e i suoni che lo hanno ispirato

  • 2 ore fa
Robyn Hitchcock
  • Imago / Avalon.red
Di: Kappa/RigA 

Cantautore di culto, di certo non uno da classifica, Robyn Hitchcock è da più di 50 anni una delle espressioni migliori della musica inglese. Raffinato, fantasioso, ironico, Hitchcock siede in prima fila fra gli allievi dei grandi: Syd Barrett, John Lennon, Bob Dylan, personaggi a cui si è ispirato nei suoi passaggi artistici: a metà anni ’70 guida i Soft Boys, che scuotono il post-punk dell’epoca con vibrazioni Sixties, dagli anni ’80 è solista, e in questi decenni ha formato altre band, come Egyptians e Venus 3 (in questi ultimi figura anche Peter Buck dei REM).

Porta la sua firma il memoir 1967. Come ci sono arrivato e perché non me ne sono mai andato, edito in italiano da hellnation libri. A inizio ’67, l’autore non ha ancora 14 anni ma «non vede l’ora di crescere, come dice a un certo punto, di farsi crescere una peluria abbondante e di abbandonare lo sconclusionato mondo della fanciullezza», racconta il critico musicale Riccardo Bertoncelli, ospite di Sergio De Laurentiis per Kappa. I genitori lo mandano in un college privato, e «lì c’è la descrizione molto divertente: tutti hanno un soprannome, i professori vengono sbertucciati. Ci sono avventure di vario tipo, musicali e non solo».

Se c’è un limite nello scritto di Hitchcock, secondo Bertoncelli è che «racconta della musica troppo poco», prediligendo gli esilaranti episodi del college. La musica citata, però, è di quella che fa sognare: «Perché c’’è il primo anno di Jimi Hendrix, c’è la grande svolta dei Beatles, da Penny Lane a Magical Mystery Tour, passando per Sgt. Pepper, ci sono i Beach Boys che prima erano un complesso “per boccaloni” e poi diventano quelli di Good Vibrations e Pet Sounds». Oltre ai Pink Floyd capitanati da Syd. E scusate se è poco.

07:18
"1967: How I Got There and Why I Never Left" di Robyn Hitchcock, Constable

“1967”

Konsigli 22.01.2026, 18:00

  • Courtesy: Constable
  • Sergio De Laurentiis

C’è spazio anche per una curiosità, per un incontro fra futuri colleghi. Nella scuola di Winchester c’è uno studente d’arte un po’ più grandicello di Robyn, che si chiama Brian Eno. Il futuro Roxy Music, papà della ambient e collaboratore - fra i tantissimi - di Bowie, U2, Peter Gabriel e Coldplay, «era già un piccolo guru a 19 anni». È lui a trasmettere a quei ragazzi «questa idea di una musica nuova, ma soprattutto di un atteggiamento nuovo per cogliere la musica, spiegarla e inserirla nella cultura di allora».

Lo spirito di quel 1967, scrive Hitchcock, si spegnerà appena l’anno successivo: un punto di vista che Bertoncelli condivide, pur esprimendo un po’ di delusione per il fatto che «lo spiega in tre battute». «Purtroppo, dopo la musica conosce momenti straordinari di apertura e di fantasia, ma non ha più quel gusto di grandissima scoperta», è l’analisi del critico.
Robyn Hitchcock in questo caso sembra aver scelto la musica rispetto alle parole, seminando un po’ della magia di quell’annata in tutta la sua produzione discografica.

Correlati

Ti potrebbe interessare