La nonviolenza come filosofia di vita capace di trasformare sia l’individuo sia la società, e non solo come strategia politica: era questa la convinzione di Martin Luther King Jr.
Solo la luce può scacciare l’oscurità; solo l’amore può scacciare l’odio.
Martin Luther King Jr. Strength to Love, 1963
Una sintesi della sua fiducia incrollabile nei confronti di un cambiamento fondato sulla compassione e sull’inclusione, la cui attualità si misura anche nelle lotte contemporanee contro il razzismo sistemico, le disuguaglianze economiche e l’ingiustizia sociale.
In un mondo ancora segnato da conflitti e polarizzazioni, le sue parole sull’importanza di sostenere la dignità umana attraverso la resistenza nonviolenta restano un invito a confrontarsi con il male senza ricorrere alla violenza o all’odio.
I have a dream
Tracce 14.10.2025, 14:05
Contenuto audio
Nato il 15 gennaio 1929 ad Atlanta, Georgia, Martin Luther King Jr. fu pastore battista e uno dei maggiori leader del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti. Cresciuto in un contesto di segregazione razziale, studiò teologia e filosofia, conseguendo il dottorato alla Boston University nel 1955 con una tesi in teologia sistematica sulla libertà religiosa. Poco dopo divenne pastore a Montgomery, Alabama, dove iniziò il suo percorso di attivista per la giustizia sociale.
La sua lotta si distinse proprio per l’adozione della nonviolenza come principio fondante. Influenzato dal pensiero di Henry David Thoreau (Civil Disobedience, 1849) e, soprattutto, da Mohandas K. Gandhi, King sviluppò un’idea di resistenza nonviolenta che integrava la dottrina cristiana dell’amore con il metodo gandhiano di disobbedienza civile. Per lui, la nonviolenza non era semplicemente una tattica, ma «una forza per il cambiamento sociale più potente di qualsiasi arma di distruzione» (Stride Toward Freedom, 1958).
https://rsi.cue.rsi.ch/cultura/filosofia-e-religione/Contro-la-guerra-con-la-parola-il-coraggio-della-nonviolenza--3156409.html
King descriveva il suo impegno come un pellegrinaggio intellettuale e morale: la convinzione che fosse possibile resistere al male senza ricorrere alla violenza fisica né a quella dello spirito, rifiutando l’odio persino verso chi lo infliggeva. La nonviolenza, secondo King, era infatti uno strumento per combattere l’ingiustizia senza distruggere l’altro, cercando al contrario comprensione e, idealmente, riconciliazione.
Queste idee si tradussero in azioni concrete fin dal boicottaggio degli autobus di Montgomery nel 1955, avviato dopo l’arresto di Rosa Parks. Per oltre un anno, la comunità afroamericana rifiutò di salire sugli autobus segregati, culminando in una vittoria legale della Corte Suprema che dichiarò incostituzionale la segregazione nel trasporto pubblico e segnando l’ascesa di King come leader nazionale.
https://rsi.cue.rsi.ch/cultura/musica/speciali/La-lotta-di-Rosa-Parks-risuona-ancora-oggi--2850671.html
Negli anni Sessanta, King fu al centro di numerose proteste nonviolente, marce e sit-in che scossero profondamente gli Stati Uniti. Uno dei momenti più celebri fu il discorso I Have a Dream, pronunciato il 28 agosto 1963 di fronte al Lincoln Memorial durante la Marcia su Washington per il lavoro e la libertà. In questo discorso evocativo, King richiamò i principi fondanti degli Stati Uniti, invocando uguaglianza, libertà e giustizia per tutti.
Affronteremo la vostra forza fisica con la forza dell’anima. Continueremo ad amarvi.
Martin Luther King Jr, Loving Your Enemies, 1963
Una visione che tuttavia andava ben oltre la semplice fine della discriminazione: King sottolineava la necessità di affrontare ingiustizie profonde, come la povertà e la guerra, tanto che negli ultimi anni di vita promosse la Poor People’s Campaign, un movimento volto a confrontare le disparità economiche strutturali negli Stati Uniti e a trasformare la lotta per i diritti civili in una battaglia per i diritti umani e sociali su scala più ampia.
Per la sua lotta ed impegno, nel 1964 ricevette il Premio Nobel per la Pace, un riconoscimento internazionale che sottolineò la portata globale del suo messaggio di amore e giustizia. Un messaggio che continua ancora oggi a influenzare movimenti in tutto il mondo, come Black Lives Matter impegnato nella denuncia del razzismo sistemico e delle violenze contro le comunità afroamericane, così come campagne globali per la giustizia economica e per la pace; tra queste, iniziative come MLK Global si ricollegano esplicitamente all’Economic Bill of Rights di King, promuovendo uguaglianza economica globale e opposizione al militarismo, e mostrando come i principi di nonviolenza e compassione possano ancora guidare azioni concrete e organizzate contro l’ingiustizia.
Martin Luther king
RSI Cultura 14.01.2019, 12:01
Martin Luther King Jr. fu assassinato a Memphis il 4 aprile 1968, ma il suo lascito rimane intatto: una delle più forti testimonianze di come la nonviolenza e l’amore possano essere strumenti di cambiamento reale, anche in un’epoca segnata da profonde divisioni.
Nonostante la sua vita privata fu più volte messa in discussione, ricordare oggi il percorso pubblico di King significa dunque non solo celebrare un leader storico, ma riflettere sul significato duraturo della sua filosofia, in un mondo in cui la lotta per la giustizia è inseparabile dalla dignità e dal rispetto di ogni essere umano.






