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Quel latte aperto è ancora buono?

Dopo averlo aperto, il latte andrebbe consumato entro 2-3 giorni, che rischi si corrono oltre questo termine?

  • Oggi, 11:30
bottiglia latte
Di: On en parle RTS/PR 

“Una volta aperto, consumare entro 2 o 3 giorni”: è l’avvertenza che compare sulla maggior parte delle confezioni di latte pastorizzato. Ma cosa succede se questo termine è superato e il latte, all’olfatto e alla vista, sembra ancora in buono stato? È davvero da buttare o si può ancora bere senza rischi? La domanda è stata al centro della trasmissione radiofonica “On en parle” di RTS del 27 febbraio 2026.

Il latte aperto va consumato rapidamente

Quando si acquista del latte, le indicazioni in etichetta parlano spesso di un consumo “rapido” dopo l’apertura o raccomandano di berlo entro un paio di giorni. Secondo gli esperti, questo intervallo di tempo garantisce che la qualità batteriologica del prodotto resti affidabile, a patto che il latte sia stato conservato correttamente

Attenzione alla temperatura del frigorifero

Dopo averlo aperto, il latte dovrebbe essere tenuto in frigorifero a una temperatura di massimo 5 °C - 6 °C. Gli esperti però spiegano che non tutte le zone del frigorifero hanno la stessa temperatura. In particolare, la porta del frigorifero — dove molte persone collocano abitualmente il latte — è una zona meno stabile, perché a ogni apertura viene investita da aria più calda.

Per una conservazione più corretta, l’esperta suggerisce di collocare il latte sopra il cassetto delle verdure, ovvero il punto più freddo e più stabile del frigorifero. Questo aiuterebbe a mantenere la temperatura più costante possibile.

Perché il latte va a male?

Il latte contiene lattosio, uno zucchero di cui si nutrono alcuni batteri. La loro attività porta alla formazione di acido lattico, responsabile del sapore acido o amarognolo tipico del latte deteriorato. 

Se il latte ha un sapore alterato, non va bevuto

Quando il latte aperto assume un gusto acido, amarognolo o sgradevole non deve essere consumato anche se non ha ancora un aspetto “cagliato” o separato. «Questi segnali indicano che i batteri si sono moltiplicati e che il latte non è più adatto al consumo» spiega la chimica cantonale del Vallese Linda Bapst a RTS.

L’assenza di un deterioramento visivamente evidente non basta a garantire che il prodotto sia ancora sicuro. In questi casi, esiste il rischio di incorrere in disturbi gastrointestinali.

Attenzione anche alla luce, soprattutto nelle bottiglie trasparenti

Nel caso del latte venduto in bottiglia, viene aggiunta un’ulteriore precauzione: tenere il prodotto lontano dalla luce. Con un contenitore trasparente, infatti, i raggi ultravioletti possono favorire processi di ossidazione, che degradano più rapidamente la qualità del latte.

Cosa fare se il latte è andato a male

Se il latte è ormai deteriorato, non andrebbe versato nel lavandino della cucina, perché il cambiamento di consistenza potrebbe ostruire il sifone.

È preferibile invece:

  • compostarlo, se si dispone di un sistema di compostaggio domestico, soprattutto se ha un aspetto cagliato;
    smaltirlo nei servizi igienici.

  • smaltirlo nei servizi igienici.

Meglio acquistare confezioni piccole

Per evitare sprechi, può essere utile comprare latte in confezioni più piccole, ad esempio da mezzo litro, soprattutto se lo si utilizza poco alla volta.

In questo modo diventa più facile rispettare il periodo di consumo consigliato dopo l’apertura e ridurre il rischio di dover buttare il prodotto.

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Telegiornale 27.03.2026, 12:30

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