I cetrioli sono tra gli ortaggi estivi per eccellenza. Freschi, ricchi d’acqua e protagonisti delle tavole estive, vengono consumati soprattutto crudi nelle insalate. Ma quello che molti non sanno è che sono deliziosi anche cotti: nei curry, nelle zuppe, brasati o farciti.
In Svizzera si coltivano diverse tipologie di cetrioli, distinte anche in base al loro utilizzo.
Le più conosciute sono il cetriolo da insalata, allungato e dalla buccia liscia, e il cetriolo nostrano, generalmente più corto, dalla buccia rugosa o leggermente spinosa e dal sapore più marcato. A questi si aggiungono i cetriolini, più piccoli e destinati soprattutto alla conservazione sott’aceto e i cetrioli da brasare.
Poiché richiedono temperature elevate, i cetrioli da insalata vengono coltivati in gran parte in serra o sotto tunnel. La stagione del prodotto svizzero si estende indicativamente da aprile fino a settembre-ottobre.
In Ticino il cetriolo occupa un ruolo importante nell’orticoltura locale e la raccolta del cetriolo nostrano avviene progressivamente e a mano.
Viene coltivato sia in pieno campo sia in tunnel, che proteggono le piante dalle piogge e permettono di rendere più regolare la produzione. In alcune aziende si ricorre anche alla coltivazione fuori suolo, su substrati come la fibra di cocco e con irrigazione controllata.
Nel mondo, però, esistono innumerevoli varietà di cetrioli e altri frutti della stessa famiglia utilizzati in modo simile.
Cetrioli
L'ora della terra 30.05.2021, 09:05
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Il cetriolo amaro dall’Asia
Il cetriolo amaro (Momordica charantia), per esempio, è un ortaggio per il quale in Svizzera non abbiamo una tradizione di coltivazione, ma lo si può acquistare talvolta nei negozi asiatici, fresco, surgelato o anche conservato in barattolo. Il cetriolo amaro esiste anche essiccato, sotto forma di tè o infuso.
In India, ma anche nei Paesi dell’Asia orientale, è un ortaggio molto diffuso. Ha una superficie bitorzoluta e contiene semi più grandi. È apprezzato soprattutto per il suo caratteristico gusto amaro.
Con questo ortaggio si preparano:
curry,
zuppe,
contorni di verdure con cetrioli saltati o farciti.
Per eliminare parte delle sostanze amare, lo si sala e poi lo si sciacqua.
Il cetriolo messicano da cocktail
Volgendo lo sguardo a ovest, verso il Messico e l’America centrale, si scopre un’altra curiosità: i cosiddetti cetriolini messicani da cocktail, conosciuti anche come cucamelon. Sono lunghi solo pochi centimetri e sembrano minuscoli cocomeri. Botanicamente si chiamano Melothria scabra. La pianta rampicante produce molti piccoli frutti dalla consistenza croccante, che si possono semplicemente sgranocchiare, quasi come bacche, oppure aggiungere alle insalate o utilizzare nelle salse fresche. Si prestano inoltre alla conservazione in agrodolce, come i cetriolini sott’aceto.
Hanno un sapore molto simile al cetriolo, ma più acidulo e oggi si trovano talvolta anche in Svizzera.
I cetrioli da brasare dalla Germania
Presso i nostri vicini del nord, in Germania, il cetriolo da brasare (Schmorgurke) è sicuramente più conosciuto che da noi. In realtà si tratta generalmente di cetrioli da campo raccolti a uno stadio più avanzato, con una buccia più soda.
In Germania esistono molte ricette tradizionali per i cetrioli brasati. Si possono:
farcire e gratinare, come le zucchine;
brasare con le cipolle;
cuocere con brodo o panna acida;
accompagnare con aneto ed erbe aromatiche.
Un classico è proprio l’abbinamento con panna acida e aneto.
Il nostro cetriolo nostrano da insalata, anche cotto
Queste ricette, però, si possono benissimo fare anche con i nostri comuni cetrioli da insalata, per esempio in un curry indiano o in una preparazione brasata di ispirazione tedesca.
I cetrioli da insalata si possono:
saltare rapidamente in padella con zenzero, aglio o peperoncino;
brasare con cipolla e poco brodo;
farcire e gratinare;
utilizzare in zuppe calde o tiepide.
Per evitare che rilascino troppa acqua, si può eliminare la parte centrale più ricca di semi e preferire cotture brevi.
I “cetrioli-melone” dal sud Italia
Il carosello è allungato, ovale o cilindrico. Si riconosce per la buccia verde scuro, leggermente striata e ricoperta da una sottile peluria. Non a caso, in Puglia è chiamato anche “pelosella”. La polpa è compatta e molto croccante.
Esistono poi alcune specialità italiane, i cosiddetti “cetrioli-melone”. In realtà, non sono cetrioli, ma varietà di melone raccolte ancora acerbe e consumate come ortaggi. Appartenenti alla specie Cucumis melo, dunque, sono meloni a tutti gli effetti. Si chiamano, per esempio, carosello o barattiere e vengono utilizzati soprattutto nelle insalate. Originari della Puglia, sono dolciastri, non hanno quel retrogusto amaro tipico del cetriolo e risultano più digeribili di quegli ortaggi appartenenti alla famiglia dei cetrioli.
Sul mercato svizzero restano prodotti di nicchia.
Il barattiere è tondo come un piccolo melone, ha una buccia liscia, priva di peluria e di colore verde chiaro uniforme. La polpa è più morbida e succosa rispetto a quella del carosello. Originario della Puglia (Italia) e della regione del Sahel in Tunisia.
Zero spreco: bucce di cetriolo in un drink
Se si vogliono sbucciare i cetrioli e utilizzarne però tutte le parti in perfetta linea con l’idea di zero spreco in cucina, anche la buccia può essere utilizzata. Si può, per esempio:
sbollentarla brevemente e frullarla per ottenere un hummus;
aggiungerla a salse o creme vegetali;
utilizzarla per aromatizzare l’acqua;
trasformarla in una bevanda analcolica.
Per non sprecare: come trasformare le bucce di cetriolo in una bevanda analcolica da aperitivo
Si frullano le bucce fresche con acqua, per esempio insieme allo zenzero.
Il liquido quindi viene filtrato e poi mescolato con succo di limone.
Come dolcificante si può usare, a piacere, zucchero o succo concentrato di pera.
Chi vuole può lasciare brevemente in infusione anche alcune rondelle fresche di peperoncino, per ottenere una nota delicatamente piccante.
Servita con cubetti di ghiaccio e allungata con acqua minerale, diventa una fresca bevanda analcolica da aperitivo.
Bucce, vinacce e funghi: materiali nati dal cibo
Konsigli 28.04.2026, 18:00
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