Curiosità e trend

I cachi, un simbolo dell’autunno

Scopriamo qualche curiosità su uno dei frutti più presenti e amati di questo periodo nel nostro territorio

  • 12 novembre 2023, 08:00
  • FOOD
Cachi
  • iStock
Di: Anaïs Taddei

I cachi sono uno dei frutti simbolo dell’autunno, presenti in moltissimi giardini della Svizzera italiana e apprezzati da grandi e piccini. La pianta dei cachi, però, arriva da lontano, è originaria, infatti, della Cina dove veniva coltivata più di duemila anni fa, poi introdotta in Europa nel Settecento grazie al direttore britannico del Giardino botanico di Calcutta. 

Questi frutti esotici, grazie alla loro buona capacità di adattamento e alle scarse esigenze ambientali, crescono anche in Svizzera, soprattutto in Ticino. Non di rado infatti questi pomi aranciati colorano i giardini delle nostre zone; sembra addirittura che il primo riferimento degli alberi di cachi in Ticino risalga al 1895, quando un vivaiolo milanese fece pubblicare una promozione pubblicitaria su un giornale ticinese, mentre il primo albero di cachi fu piantato a Sonvico all’inizio del Novecento.

Non ci sono dubbi che - anche nella nostra regione come nei giardini cinesi - questi arbusti furono piantati in maniera ornamentale, per un valore prettamente estetico. A dimostrarlo è l’esemplare situato nel centro storico di Sonvico, nel cortile di Casa Catella oppure quello al lato della chiesa di San Carpoforo a Grancia.

Sono molte quindi le piante dei cachi presenti nei giardini delle nostre case, ma esistono dei veri e propri frutteti in Ticino? Attualmente esiste un unico frutteto a Biasca dell’azienda agricola La Festuca, a prevalere sono le piante presenti nei terrenti privati delle abitazioni ticinesi. Tuttavia, quasi nessuno tra coloro che possiedono una pianta riesce a consumare tutti i suoi frutti, un po’ per la difficoltà nel coglierli - nel caso di imponenti arbusti che contano magari 30 anni di vita - e un po’ per la grande quantità di frutti prodotti da un solo albero.

A tal proposito, esiste una nuova iniziativa locale che prende il nome di Iniziativa Barattolo, che nel caso dei cachi, come anche di altri frutti, si occupa di raccogliere i frutti su terreni privati (in accordo con i proprietari) o su alberi che si trovano sul suolo pubblico. Questo progetto ha lo scopo - oltre alla riduzione dello spreco alimentare nel nostro territorio - di valorizzare la produzione di piante delle quali i frutti non vengono raccolti (per maggiori informazioni sulle raccolte consultare la pagina Instagram: @iniziativa.barattolo).

La raccolta

I cachi si raccolgono dalla pianta ancora acerbi e poi li si lascia maturare prima di poterli mangiare. Infatti, al momento della raccolta nei mesi di ottobre novembre, la polpa è consistente, il sapore è astringente e il frutto, di colore giallo-arancione, non è ancora mangiabile. Per poterne gustare appieno il sapore è quindi necessario che il frutto, una volta colto dalla pianta, giunga a corretta maturazione; in questo modo avrà una polpa estremamente dolce, morbida e cremosa.

Esistono tuttavia delle varietà a pasta dura, tra cui la più conosciuta “cachi mela” che a differenza di quelli classici e morbidi, possono essere consumati direttamente appena colti e hanno una consistenza soda e croccante.

La conservazione e maturazione

Il metodo ideale per conservare i cachi è riporli in cassetta e lasciarli riposare in un luogo asciutto, fresco e lontano da fonti dirette di luce affinché continuino la maturazione. In alternativa, un rimedio casalingo è quello di riporli in ciotole accompagnati da pere e mele, quest’ultime, infatti, sviluppano una sostanza chiamata etilene che aiuta la trasformazione dei tannini del caco in zuccheri e velocizzano quindi il loro processo di maturazione. Al tatto, i cachi pronti per essere mangiati risultano morbidi ma non molli.

Per poter invece usufruire dei cachi per ancora più tempo, come nel caso delle mele cotogne, è possibile conservarli in deliziose confetture!

Ricetta confettura Cachi

1) Sbuccia e taglia i cachi, rimuovendo i semi.
2) Metti i cachi, lo zucchero e il succo di limone in una pentola. Se usi la vaniglia, taglia il baccello a metà e aggiungilo.
3) Cuoci a fuoco medio-basso, mescolando di tanto in tanto finché la confettura addensa (circa 30-40 minuti).
4) Riempire barattoli sterilizzati con la confettura bollente, lasciando 1cm di spazio dalla parte superiore e chiudili ermeticamente.
5) Sterilizza i barattoli con la confettura in una pentola d’acqua bollente per 10-15 minuti.
6) Lascia raffreddare e controlla che i coperchi siano sigillati.

La tua confettura di cachi è pronta!

I benefici nutrizionali

Ricchi di vitamine e beta carotene, i cachi sono utili per chi soffre di stanchezza, al contrario, vista l’elevato livello di zucchero sono sconsigliati per chi soffre di diabete o obesità. Hanno inoltre proprietà lassative o astringenti a seconda del grado di maturazione.

Il caco può essere considerato un “frutto ecologico”, in quanto la pianta vegeta e produce in assenza di trattamenti antiparassitari.

Buono a sapersi
Una bella curiosità da sapere sull’albero del caco è quella che lo vede come simbolo della pace: nel 1945 a Nagasaki alcuni esemplari di albero sopravvissero alla devastazione causata dalla bomba atomica, il che fece scegliere questa pianta come testimone di pace.

In cucina

I cachi possono essere mangiati con o senza buccia. Tagliando la parte superiore è possibile mangiare la polpa direttamente all’interno della buccia con un cucchiaio, come per il kiwi. In cucina si prestano per deliziose ricette, vista la loro componente zuccherina, sia per dolci e mousse, ma anche come salsa di accompagnamento alla selvaggina, per esempio carne di cervo o d’anatra.

Qui abbiamo creato una collezione con una selezione delle nostre ricette con i cachi:

Il gioco dei semi
Un tempo, nella tradizione contadina, si diceva che tagliando un seme di caco a metà si potesse osservare: o una piccola forchetta, o un piccolo cucchiaio o un piccolo coltello.
A seconda del tipo di posata che si trovava raffigurata si poteva ricavare un’indicazione sul tipo di inverno che stava arrivando.

Coltello: l’inverno tagliente, con venti forti, gelate e temperature rigide
Forchetta: inverno mite
Cucchiaio: abbondanti nevicate

Fonti:
M. Guarnaschelli Gotti, Grande enciclopedia illustrata della gastronomia, Mondadori, 2007
C. Teubner, Food - Il mondo del gusto per immagini, Food Editore, 2003
lafestuca.ch
www.ccat.ch
www.luganoalverde.ch
m4.ti.ch - Stagionalità ticinese
www.contadinisvizzeri.ch
www.gemuese.ch
Agricoltura - calendario stagionale

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