Ogni 17 gennaio, a Lugano, torna la distribuzione gratuita del cosiddetto “pane di Sant’Antonio”. Se n’è parlato nella trasmissione di Rete Tre “Alla Deriva” il 14 gennaio 2026 alle 13:15. Una tradizione di solidarietà, molto cara alla popolazione, che negli ultimi anni ha rischiato di scomparire. Dal 2024 la Città di Lugano ha rilanciato questa usanza e attualizzandola, ma mantenendone l’essenza.
Il volere di un sacerdote luganese
La nascita di questa tradizione si deve al legato testamentario di un sacerdote luganese Domenico Angelo Maria Somazzi (1749–1833). Somazzi era canonico e cappellano dell’Ospedale di Santa Maria, il primo ospizio cittadino ed era quotidianamente a contatto con poveri, malati e indigenti, spinto da uno spirito caritatevole, decise nel suo testamento di destinare una parte consistente del proprio patrimonio alla distribuzione annua e perpetua di pane ai poveri della città.

Il legato di Somazzi
Perché viene chiamato “pane di Sant’Antonio”
La distribuzione del pane avrebbe dovuto avvenire inizialmente il 14 gennaio, anniversario della morte del sacerdote. Ma si decise, in un secondo momento, vista la vicinanza con la festa di Sant’Antonio Abate del 17 gennaio, di spostarla in questa data, dando origine alla denominazione popolare di “pane di Sant’Antonio”.
Nella tradizione cristiana, il pane di Sant’Antonio è storicamente legato a Sant’Antonio da Padova (13 giugno) e al miracolo di Tomasino, e non a Sant’Antonio Abate.
Un’iniziativa civica che rischiava di scomparire
Pur avendo origine da un sacerdote, l’idea di Somazzi nacque come iniziativa civica e sociale, per garantire un sostegno materiale a chi viveva in condizioni di povertà. Per decenni la distribuzione delle pagnotte avvenne presso l’ospedale e successivamente passò sotto la responsabilità del Municipio, diventando una consuetudine per la popolazione.
In tempi più recenti, la partecipazione diminuì progressivamente, anche a causa della pandemia e delle nuove sensibilità legate allo spreco alimentare, fino a rischiare di scomparire completamente.
In passato, in Ticino esistevano anche altre forme di distribuzione di beni primari: come il pane a Campestro per Sant’Andrea o il sale a Sigirino, poi scomparse.
Un’occasione rinnovata per sensibilizzare
A partire dal 2024, la Città di Lugano ha deciso di ripensare e rilanciare questa usanza, in chiave contemporanea. La distribuzione del pane è diventata, così, anche un’occasione di sensibilizzazione sociale. «si è deciso di tenerla a rotazione presso una diversa struttura benefica diversa. L’occasione è quindi anche quella di promuovere e far conoscere queste associazioni, nonché sensibilizzare riguardo alla povertà nel mondo odierno e agli sprechi alimentari, anche grazie al sostegno e alla collaborazione della Divisione socialità della Città di Lugano» spiega Nicola Arigoni esperto di tradizioni locali presso l’Ufficio del patrimonio della Città di Lugano.

Accanto alla distribuzione del pane, infatti, vengono coinvolte anche le scuole elementari cittadine, con laboratori sulla panificazione, approfondimenti storici sui legati e sulle donazioni, nonché momenti di riflessione su sprechi alimentari e vecchie e nuove forme di povertà.
«La folta partecipazione da parte della popolazione - ogni anno le circa 250 pagnotte vengono tutte distribuite - mostra quanto la popolazione sia legata a questa tradizione e anche quanto per i cittadini queste occasioni siano importanti momenti di incontro» aggiunge Nicola Arigoni.
L’appuntamento con la distribuzione del pane, aperto a tutta la popolazione, è fissato per venerdì 16 gennaio 2026, dalle 9:30 alle 11:30 presso il negozio Catishop di Caritas Ticino. «Come per le scorse due edizioni ci sarà la possibilità di conoscere le attività portate avanti dalla struttura ospitante e ci sarà pure la partecipazione di una classe di scuola elementare che si occuperà della distribuzione» conclude Nicola Arigoni.
Per Sant'Antonio torna il pane per i poveri
Il Quotidiano 17.01.2024, 19:00




