Da un paio d’anni, insieme alle numerose specie esotiche già da tempo presenti a Sud delle Alpi, un altro insetto proveniente dall’Asia è stato osservato in Ticino. Si tratta della cocciniglia dai filamenti cotonosi (Takahashia japonica). Segnalata per la prima volta in Europa nel 2017, la presenza di questa specie, anche chiamata cocciniglia asiatica, è stata confermata nel 2023 a Brissago e in alcune località del Sottoceneri.
Le osservazioni non sono mancate nel 2024, e si confermano pure nel corso dell’attuale primavera. Come si può leggere sul Bollettino fitosanitario n.16/2026, negli ultimi tempi sono aumentate le segnalazioni di questa specie, in particolare in diverse zone del Mendrisiotto.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/ambiente/La-cocciniglia-asiatica-minaccia-gli-alberi-ticinesi--2930328.html
È importante segnalare che la cocciniglia dai filamenti cotonosi non rappresenta un pericolo per l’uomo, ma può causare ingenti danni a molti alberi diffusi in Ticino, come l’ontano, l’albero di Giuda, il noce, la magnolia, il gelso, per non citare che alcune delle piante colpite.
Secondo il servizio fitosanitario, gli attacchi più importanti segnalati nelle ultime settimane sono stati osservati sul gelso (soprattutto Morus alba, meno invece sulla varietà M. nigra), sull’olmo (Ulmus minor), sul liquidambar (Liquidambar styraciflua).
Ovisacchi ben riconoscibili
Questa cocciniglia si riproduce per partenogenesi (le uova si sviluppano senza fecondazione) una volta all’anno. Generalmente in questo periodo, cioè tra la fine di aprile e maggio, le femmine adulte producono degli ammassi di uova, chiamati ovisacchi. Si tratta di strutture di colore bianco, con una forma ad anello ben riconoscibile, che raggiungono una lunghezza di circa 5 centimetri. Ognuno di questi ovisacchi può contenere migliaia di uova, che si svilupperanno in giovani cocciniglie attorno all’inizio di giugno.

Takahashia japonica, le contromisure
Il Quotidiano 08.05.2024, 19:00
Cosa fare?
Per contenere la presenza della cocciniglia si può procedere con l’applicazione di olio minerale a fine inverno, oppure, in primavera, con l’utilizzo delle coccinelle quali antagonisti naturali. Per l’applicazione dell’olio la stagione è già troppo avanzata perché gli ovisacchi sono quasi giunti a maturazione. Per questo motivo, in questo periodo e al più tardi entro metà maggio (cioè prima della schiusa delle uova) è possibile intervenire meccanicamente per rimuovere gli ovisacchi.
· Eliminare i rami colpiti con una potatura mirata, cercando di mantenere un buon equilibrio della pianta
· Rimuovere gli ovisacchi tramite spazzolatura, utilizzando spazzole morbide (p.es. in plastica);
· Smaltire il materiale con gli ovisacchi nei rifiuti solidi urbani.
· È importante NON portare il materiale in un centro di compostaggio per evitare che le uova si schiudano e che le giovani cocciniglie si diffondano
In caso di domande e per segnalare le proprie osservazioni si consiglia di scrivere direttamente al Servizio fitosanitario cantonale (servizio.fitosanitario@ti.ch), allegando una foto e la descrizione esatta del luogo di ritrovamento.

Le api
Millevoci 30.04.2026, 10:05
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