Ambiente

Palloncini al tramonto? Ecco cosa accade quando li rilasciamo

La recente decisione del Canton Neuchâtel di vietare il loro lancio è una prima assoluta in Svizzera: scopriamo le conseguenze ambientali di una pratica in declino 

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Di: Il giardino di Albert / Matteo Martelli  

Il 27 settembre 1986 la cittadina di Cleveland, in Ohio, si preparava a un evento di beneficenza straordinario: il rilascio nell’atmosfera di un milione e mezzo di palloncini gonfiati a elio per entrare nel Guinness dei Primati. L’operazione di visibilità fu immaginata dall’associazione senza scopo di lucro United Way of America, che oggi come allora sostiene le comunità in difficoltà.

Il loro rilascio liberò in cielo una suggestiva nuvola colorata che, oltre all’evidente danno ambientale, provoco anche dei morti: Bernard Sulzer e Raymond Broderick, due pescatori dispersi nel lago dell’Erie, a causa dei palloncini depositati sulla sua superficie non furono individuati in tempo dai mezzi di soccorso. L’iniziativa costò all’associazione decine di migliaia di dollari in risarcimenti.

Una nuova sensibilità ambientale

Oggi la nostra percezione nei confronti di eventi del genere è profondamente mutata: difficilmente qualcuno sarebbe disposto ad associare la propria immagine a una simile iniziativa o a parteciparvi senza sensi di colpa.

Eppure, seppur in misura minore, i palloncini continuano a essere liberati nell’atmosfera: li lanciamo in occasione di matrimoni, battesimi o per svelare il sesso del figlio o della figlia (il cosiddetto gender reveal, fenomeno social globale nato negli Stati Uniti nel 2008). Non più nel Canton Neuchâtel, dove per la prima volta in Svizzera è stata approvata di recente dal Gran Consiglio una misura che ne vieta il rilascio.

Palloncini, palloncini e ancora palloncini

Palloncini, palloncini e ancora palloncini

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Al di là dell’immagine romantica di un palloncino che vola trasportato dal vento verso terre ignote, spesso ci dimentichiamo come questo semplice gesto possa contribuire in modo significativo all’inquinamento del nostro pianeta. Ogni palloncino diventa infatti un rifiuto una volta tornato sulla terra, e ogni rilascio, è un’azione di littering.

Il lungo viaggio di un palloncino

Uno studio condotto in Australia sui palloni meteorologici ha evidenziato che fino al 70% dei palloncini rilasciati finisce in mare, con una destinazione finale influenzata principalmente dalle correnti oceaniche. Il punto di caduta può trovarsi molto lontano dal luogo di lancio. Raggiungendo altitudini superiori ai 10 km, i palloncini possono percorrere fino a 3’000 km in circa 24 ore, inquinando luoghi remoti e spesso incontaminati. Tuttavia, le condizioni meteorologiche tendono a ridurre la durata del volo, che in media varia tra le 2 e le 5 ore.

Palloncini in volo

Palloncini in volo

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Le conseguenze su ambiente e fauna

Uno studio pubblicato nel 2019 su Scientific Reports ha analizzato 1’733 carcasse di uccelli, rilevando che 557 avevano ingerito rifiuti di origine umana. Sebbene i palloncini rappresentassero solo il 5% dei materiali trovati, sarebbero responsabili di circa il 40% dei decessi. I ricercatori hanno quindi stimato che, una volta ingeriti, i palloncini risultano fino a 32 volte più letali rispetto alla plastica rigida tradizionale.

Altri studi hanno evidenziato che i frammenti di palloncini costituiscono l’80% dei rifiuti di gomma morbida trovati all’interno dello stomaco di tartarughe marine. La plastica morbida viene facilmente confusa per cibo, e può provocare soffocamento, blocco intestinale e di conseguenza la morte dell’animale.

Studi più recenti hanno indagato il rilascio di microplastiche al momento dello scoppio di un palloncino. Un aspetto finora sottovalutato, che può portare queste particelle negli organismi marini e quindi, indirettamente, nel nostro corpo, rappresentando un rischio per la salute umana.

Palloncini biodegradabili? Non funzionano

La consapevolezza di queste problematiche ha portato sul mercato palloncini in lattice venduti come biodegradabili. La realtà dei fatti, però, è ben diversa. In una ricerca apparsa sul Journal of Hazardous Materials, dei palloncini biodegradabili sono stati depositati in acqua dolce, acqua salata e compost industriale per quattro mesi. Risultato: la degradazione si è rivelata pressoché inesistente, evidenziando come la durata di smaltimento sia molto più lunga, e lascia il tempo a questi frammenti di trasformarsi in trappole mortali per la fauna selvatica. “Biodegradabile non significa che non inquina, semplicemente che ha una persistenza in natura inferiore a quella di prodotti analoghi, degradandosi in modo naturale”, ha puntualizzato di recente sui suoi canali social Andrea Bonifazi, dottore di ricerca in Ecologia Marina e creatore della seguitissima pagina Scienze Naturali

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Cigno circondato dall'eccesso di plastica nella porzione serba del Danubio

Plastic Warriors

Il giardino di Albert 21.02.2026, 18:00

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Alcuni consigli

Se in Canton Ticino il rilascio dei palloncini rimane consentito, il Dipartimento del Territorio ne sconsiglia la pratica. Fra i suggerimenti dispensati in una scheda informativa di lotta al littering rivolta agli organizzatori di eventi, c’è quello di sostituirli con bandiere, ghirlande o striscioni riutilizzabili per eventi futuri. Se proprio non si vuole farne a meno, si raccomanda di evitare di regalarli agli avventori ma utilizzarli solo a scopo decorativo e riempirli con aria anziché con elio. Piccoli accorgimenti per evitare che un palloncino in volo non diventi un boomerang per il nostro pianeta e la nostra salute.

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Notiziario 28.04.2026, 16:00

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