Ambiente

In città non bastano i fiori: per salvare gli insetti servono quartieri vivi 

Uno studio del WSL evidenzia che gli insetti possono impollinare piante in tutta la città, ma necessitano di più spazi verdi adatti alle loro esigenze. Ecco come fare

  • 2 ore fa
Un bombo su una consolida maggiore (Symphytum officinale L.)

Un bombo su una consolida maggiore (Symphytum officinale L.)

  • WSL/ Marcus Schmidt
Di: Il giardino di Albert / Davide Conconi 

In questo periodo, che alle nostre latitudini coincide con quello di massima attività degli insetti impollinatori, enti pubblici e associazioni si adoperano per comunicare alla popolazione i vantaggi di vivere in un territorio e in città ricchi di biodiversità. Non mancano le giornate mondiali istituite dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite: Il 20 maggio è la Giornata mondiale delle api e il 22 maggio è la Giornata internazionale della biodiversità. In Svizzera, queste celebrazioni ricorrenti cadono all’interno di una settimana (per il 2026: 20 - 26 maggio) interamente dedicata a una manifestazione per la sensibilizzazione sull’importanza della conservazione e della promozione della biodiversità: il Festival della natura. Ma, perché è necessario insistere tanto su questo tema? 

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08:47

Api selvatiche, preziose e minacciate

Prima Ora 22.05.2026, 18:00

Perché api selvatiche e altri impollinatori sono indispensabili per la produzione del nostro cibo, inoltre boschi e aree naturali garantiscono la filtrazione e l’ottenimento di acqua pulita, mentre parchi e giardini offrono la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici ma anche svago e relax. E questi sono solo alcuni dei servizi ecosistemici che la natura ci fornisce sostanzialmente gratis, a patto che la comunità degli esseri viventi attorno a noi sia stabile e diversificata. Riassumendo: il messaggio che le giornate di attenzione a queste tematiche ambientali vogliono diffondere è che ognuno di noi, dal gestore della cosa pubblica al privato cittadino, può fare qualcosa in favore della biodiversità.

Ma come fare? A questo proposito raccogliamo delle preziose indicazioni da una ricerca del WSL, l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio. Lo studio pubblicato recentemente sui giardini urbani di Zurigo corregge un’idea molto diffusa: arricchire di fiori un singolo spazio verde aiuta api selvatiche e bombi; tuttavia, non basta a garantire l’impollinazione di tutte le piante in una città che si densifica. Sirfidi e coleotteri, per esempio, spariscono dove attorno prevalgono asfalto e cemento. Il risultato è che una parte della biodiversità urbana perde non solo habitat, ma anche funzioni ecologiche essenziali come la produzione di semi e frutti.

Episyrphus balteatus, un sirfide ... in pratica una mosca travestita da vespa (Mimetismo Batesiano)

Episyrphus balteatus, un sirfide ... in pratica una mosca travestita da vespa (Mimetismo Batesiano)

  • IMAGO / Ardea

In 24 giardini di Zurigo, i ricercatori hanno osservato per settimane quali insetti visitavano i fiori, in quali momenti della giornata e con quale efficacia. Hanno persino misurato la lunghezza degli apparati boccali: dettaglio che permette di capire quali specie riescono a sfruttare certi fiori e quali no. La conclusione, sintetizzata nell’articolo scientifico è netta: non esiste una ricetta unica. La ricchezza floreale locale può compensare solo in parte gli effetti della densificazione; senza habitat diffusi e connessi su scala di quartiere, molti impollinatori non reggono.

Uno dei 24 giardini sperimentali a Zurigo, nei quali i volontari hanno registrato e catturato per ore ogni insetto attratto dai fiori

Uno dei 24 giardini sperimentali a Zurigo, nei quali i volontari hanno registrato e catturato per ore ogni insetto attratto dai fiori

  • WSL/David Frey

È qui che la ricerca diventa concreta e applicabile da tutti noi. David Frey, ricercatore ospite al WSL e collaboratore del Museo cantonale di storia naturale di Lugano, lo dice senza esitazioni: «Vale sempre la pena fare qualcosa per la biodiversità anche su piccole superfici, persino se si possiede un giardino molto isolato nel centro città». E aggiunge che piantare molte specie diverse migliora anche il suolo e il valore ricreativo del giardino. Lo stesso Frey, già nel progetto BetterGardens, ricordava che «il nostro set di dati sulla biodiversità di superficie è uno dei più grandi al mondo raccolto in giardini urbani»: un patrimonio di osservazioni che oggi conferma quanto i piccoli spazi verdi siano utili, ma non autosufficienti.

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06:55

Bettergardens

RSI New Articles 26.03.2018, 09:27

Per i cittadini il messaggio è chiaro. La prima misura è aumentare la varietà, scegliendo specie indigene e fioriture distribuite lungo tutta la stagione. La seconda è diminuire l’intensità della manutenzione: sfalci meno frequenti, prati estensivi, zone lasciate incolte ai margini, rinuncia a pesticidi e fertilizzanti, legno morto lasciato in piedi o al suolo, siepi miste, piccoli mucchi di rami, muri a secco e magari una pozza. In Ticino, la guida cantonale Clima e biodiversità in città insiste proprio su suoli permeabili, prati e aiuole estensivi, siepi miste, patrimonio arboreo, acqua trattenuta e riusata. Le strategie cantonali più recenti sul tema ricordano inoltre, che salvaguardare gli insetti significa proteggere habitat, microhabitat e continuità ecologica, non solo impiantare elementi ornamentali.

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44:24

Verde urbano

Il giardino di Albert 05.05.2024, 18:05

Agli enti pubblici spetta però il compito decisivo: passare dalla somma di buone intenzioni private a una vera infrastruttura ecologica urbana. Vuol dire proteggere e collegare parchi, scarpate, filari, corsi d’acqua, margini stradali, tetti verdi e superfici non impermeabilizzate; inserire criteri per biodiversità e qualità paesaggistica nei regolamenti edilizi; ridurre lo sfalcio dove possibile; conservare alberi maturi e microhabitat; contrastare le neofite invasive. È la direzione indicata sia dall’UFAM, con i modelli per Cantoni e Comuni, sia dal Cantone Ticino, che nel 2025 ha rafforzato il proprio impegno finanziario sulla biodiversità e ha pubblicato nuove strategie congiunte tra Ufficio della natura e del paesaggio e Museo cantonale di storia naturale, compresa quella dedicata agli insetti acquatici più minacciati, cioè effimere, plecotteri e friganee (che da noi si chiamano anche comunemente portasassi) . Non è teoria: nei pomeriggi informativi del 2025 per i Comuni ticinesi sono stati presentati progetti su biodiversità e verde costruito in diversi comuni, segnale che gli strumenti esistono già e possono essere replicati.

La sfida delle grandi città (qui Zurigo vista dall'Uetliberg) è quella di portare la biodiversità e i benefici servizi ecosistemici fino nel cuore dell'area urbana.

La sfida delle grandi città (qui Zurigo vista dall'Uetliberg) è quella di portare la biodiversità e i benefici servizi ecosistemici fino nel cuore dell'area urbana.

  • IMAGO / Pond5 Images

La lezione finale dello studio WSL, insomma, è semplice: i fiori servono, ma da soli non bastano. Per aumentare la biodiversità urbana bisogna restituire continuità ecologica alla città, metro dopo metro, dal balcone al piano regolatore. E in un Cantone urbanizzato come il Ticino, dove esistono già guide pratiche, strategie tecniche e progetti comunali pilota, la sfida non è più capire che cosa fare, ma farlo davvero.

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