Quasi d’improvviso, un bel mattino di metà febbraio, tornano a cantare gli uccelli. Dopo un inverno caratterizzato solo da qualche richiamo come quelli delle cornacchie e tuttalpiù dal canto del pettirosso e da una manciata di altre specie, riprendono i cinguettii di molti altri uccelli: dapprima si manifestano quelli stanziali, poi seguiranno i vocalizzi dei migratori. Alessandra Bonzi del giardino di Albert radiofonico in compagnia dell’’ornitologa di Ficedula Chiara Scandolara ci raccontano questo ritorno del canto degli uccelli nell’audio collegato a questo articolo.
A spasso con l’ornitologa
Il giardino di Albert 14.03.2026, 18:00
Contenuto audio
Come ogni anno, quando il rapporto fra la luce del giorno e il buio della notte supera un certo valore, gli uccelli si mettono a cantare, annunciando l’entrata nel periodo riproduttivo, che comporta la definizione dei territori, la costruzione del nido, l’accoppiamento e l’allevamento dei piccoli. È un periodo dell’anno di grande fermento per gli uccelli ma, allo stesso tempo, di fondamentale importanza per gli ornitologi che grazie al riconoscimento del canto possono identificare le specie praticamente a occhi bendati e valutare l’entità delle coppie nidificanti. Proprio l’evoluzione negli anni del dato sulle coppie riproduttive presenti sul territorio è fondamentale per capire lo stato di conservazione di una specie e le condizioni dell’habitat che la ospita.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/ambiente/60%C2%B0-Censimento-internazionale-degli-uccelli-acquatici--3451542.html
Ma, da dove si originano il canto e i versi degli uccelli? Sbaglieremmo se pensassimo che, come in noi, i suoni vengano originati a livello di corde vocali situate nella laringe, all’altezza del collo. Negli uccelli, anche se posseggono la laringe, per la maggior parte, è la siringe che dà vita ai suoni. Si tratta di una struttura situata molto più profondamente nelle vie aeree dell’animale, all’altezza della biforcazione della trachea nei due rami bronchiali. L’eterogenea forma delle membrane e la grande diversità di lunghezza dell’apparato respiratorio degli uccelli determinano la varietà di suoni emessi. Le cavità (sacchi aerei) presenti all’interno del corpo degli uccelli e il becco aperto fungono da cassa di risonanza. Questo spiega, almeno in parte, il fatto che esserini tanto minuti, come può essere una capinera o addirittura uno scricciolo - quest’ultimo fra gli uccelli più piccoli della nostra fauna - possano produrre suoni di straordinaria potenza se commisurati alla taglia dell’animale che li genera.

Lo scricciolo (Troglodytes troglodytes) è uno degli uccelli più piccoli d'Europa
Quando osserviamo un uccellino nell’atto di cantare, possiamo anche vedere come il suo corpo accompagni l’emissione di suoni con movimenti in sincronia con il motivo. Gli uccelli emettono suoni anche utilizzando altre parti del corpo o addirittura approfittando di “strumenti” esterni: fra i primi troviamo la cicogna che batte ripetutamente il becco, mentre i picchi tamburellano picchiandolo sui tronchi secchi.

Un giovane di picchio verde sbuca dall'apertura del nido. I picchi sono importanti attori ecologici perché sono creatori primari di cavità negli alberi, cavità poi colonizzate da roditori e pipistrelli
Il canto degli uccelli, come ci ricorda l’ornitologa Chiara Scandolara, dalle nostre parti, segue un calendario che si è fissato in migliaia di anni di adattamento. Fra metà aprile e metà giugno, con l’arrivo dei migratori, si raggiunge l’apice di massima diversità di suoni (e di specie) presenti contemporaneamente alle nostre latitudini. Alcuni uccelli si manifestano precocemente in primavera, come il picchio verde. Altri appaiono più tardi nel panorama sonoro, proprio mentre il picchio verde diventa pian piano silente. Ma, il calendario non è solo annuale è anche legato alla giornata. Cioè, ci sono uccelli che cantano molto presto al mattino, addirittura quando è ancora buio, come il codirosso spazzacamino, con il suo canto tipico che sembra imitare il rumore emesso quando si stropiccia un foglio di carta. Mentre altre specie, come il verdone, si prendono un po’ più di tempo e cantano a mattinata inoltrata. Infine, c’è chi, come il merlo che canta all’alba e al crepuscolo.

Maschio e femmina (in primo piano) di codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros)
Lo abbiamo già accennato, per gli appassionati di ornitologia e i professionisti che si occupano di studiare gli uccelli, il canto e i richiami sono importanti per determinare le specie presenti e completare i censimenti. I metodi per eseguire i conteggi sulla base dell’ascolto dei canti sono fondamentalmente due. Il transetto prevede di percorrere a piedi a bassa velocità (4km/h) un tratto e annotare tutte le specie che si sentono. L’ascolto in postazioni fisse impone, invece, di predisporre su carta un reticolo di punti sui quali, una volta sul campo, fermarsi un determinato tempo (10 minuti, per esempio) e ascoltare i canti.

Anche una torre di osservazione ornitologica (Isola di Wollschwein - Kreuzlingen - Cantone Turgovia) può diventare un ottimo punto di ascolto.
Riconoscere gli uccelli solo ascoltando il loro canto, senza vederli, è una sfida che le persone amanti della natura accolgono con grande entusiasmo. Gli enti svizzeri per lo studio e la conservazione degli uccelli come la Stazione ornitologica svizzera di Sempach e BirdLife svizzera, offrono molte informazioni utili per riconoscere il canto degli uccelli. In modo particolare, Birdlife ha recentemente sviluppato una piattaforma (in francese e tedesco) per imparare ed allenarsi a riconoscere i canti degli uccelli: bird-song.ch. Insomma, non è necessario avere un orecchio musicale per saper distinguere canti e versi degli uccelli, basta un udito fine e un binocolo, uniti al continuo allenamento e al sostegno di persone competenti che si trovano facilmente a disposizione in occasione delle attività proposte dalle associazioni per la protezione degli uccelli: nella Svizzera italiana Ficedula e l’Antenna Ticinese della Stazione ornitologica svizzera. E non dimentichiamoci, come abbiamo raccontato recentemente, che ascoltare il canto degli uccelli ci aiuta a rilassarci.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/ambiente/Spazi-verdi-in-citt%C3%A0-un%E2%80%99ancora-di-salvezza-per-il-nostro-relax--3594540.html








