A Prilly una semplice firma si è trasformata in un impegno politico non voluto. Joel e Claudia Castro, entrambi 44enni, possiedono un garage nella cittadina vodese. Una sera di gennaio, una donna si presenta sul loro posto di lavoro e spiega, foglio alla mano, di voler preservare dei posti auto nel quartiere.
Questa causa sta a cuore alla coppia, che non esita a dare nomi, cognomi, indirizzo e date di nascita. Firmano la petizione, così come loro figlio e i loro dipendenti presenti quel giorno.
“Ci siamo fidati, non siamo andati oltre”, afferma Claudia Castro ai microfoni di RTS. Ma due mesi dopo, scopre i loro nomi e i loro volti sulla lista elettorale del PLR Prilly. “Un’amica mi ha mostrato un volantino con le nostre foto sopra. È così che l’ho saputo”, racconta la gerente del garage. All’inizio ci ridono su, poi la sorpresa lascia il posto alla rabbia l’8 marzo, giorno delle elezioni comunali nel Canton Vaud. Perché Claudia Castro viene eletta, con quasi 700 voti.
Un impegno elettorale non voluto (La Matinale, RTS, 23.03.2026)
“Questo mi ha indignata. Non capisco niente di politica. Non ho né il tempo né la voglia di impegnarmi”, deplora ancora Claudia. Nonostante tutto, le richieste fioccano: telefonate, e‑mail, inviti a presenziare a stand. La famiglia Castro e i loro dipendenti vengono sollecitati a partecipare alla campagna. “Non rispondiamo, lasciamo perdere”.
Per Claudia non si tratta di un semplice malinteso: “Il modo in cui l’hanno fatto è davvero disonesto”. Tanto più che il Comune afferma di non aver mai registrato il deposito di una petizione per chiedere un aumento dei posti auto a Prilly.
Joel Castro condivide la perplessità della moglie: “Ci ritroviamo ovunque, senza il nostro consenso. Se avessi voluto far parte del PLR, mi sarei candidato personalmente”.
Il PLR parla di un processo chiaro
Da parte sua, il PLR di Prilly respinge qualsiasi accusa di inganno. Tony Capuano, membro del comitato del partito, è categorico: “In nessun caso si è parlato di petizione. Li abbiamo informati che si trattava del Consiglio comunale. Se alcune persone hanno frainteso, mi dispiace”.
Tony Capuano rivendica una strategia mirata ad ampliare la lista elettorale del partito. “Più siamo, più voti abbiamo. Si vota per i propri vicini, per le persone che si conoscono”. Con 53 candidati, il PLR ha puntato in largo, molto più degli altri partiti che ne avevano tra 23 e 11. Risultato: il PLR ha ottenuto 21 seggi, cioè più di un quarto di quelli disponibili nel Consiglio comunale di Prilly.
Nell’amministrazione comunale, il sindaco Alain Gilliéron, anch’egli PLR, descrive una procedura standardizzata e immutabile. Le liste devono contenere nomi, cognomi, indirizzi, professioni e firme, e vengono poi verificate. “Non spetta all’amministrazione controllare se una persona ha davvero capito ciò che sta firmando”.
Foto pesantemente ritoccate dall’IA
Un altro elemento sorprende la coppia Castro: le foto utilizzate per i volantini della campagna. Nelle immagini, gli abiti da lavoro sono stati sostituiti con camicie e giacche eleganti. I volti risultano pixelati o addirittura deformati. Alcuni fanno fatica a riconoscersi. In altre parole, l’intelligenza artificiale ha modificato in modo significativo gli scatti originali.

Screenshot dell'account Instagram del PLR di Prilly
Tony Capuano riconosce che ci sono stati dei ritocchi, ma li ridimensiona: “Credo che oggi tutti ritocchino le foto”. Spiega che le immagini sono state scattate direttamente in officina, poiché le persone coinvolte non avevano partecipato alle sessioni fotografiche organizzate.

Screenshot dell'account Instagram del PLR di Prilly
I Castro confermano di aver accettato di essere fotografati sul posto di lavoro. Ma assicurano che questa procedura era stata loro presentata come un complemento visivo alla petizione. Ancora una volta, Tony Capuano respinge questa versione: “Siamo stati molto chiari, abbiamo mostrato loro le foto”.
“È stata oltrepassata una linea rossa”
Per Rebecca Joly, municipale dei Verdi a Prilly, questa vicenda è uno “scandalo”. Conferma la crescente difficoltà dei partiti nel reclutare candidati motivati, ma mette anche in guardia contro certe derive. “Far parte di un Consiglio comunale deve essere una scelta consapevole. Trovo grave pensare che alcuni siano disposti a mentire alla gente per gonfiare le liste elettorali”.
Secondo la municipale, il modulo ufficiale d’iscrizione alle elezioni del Consiglio comunale assomiglia a quello di una petizione. In base alla legge sull’informazione, la RTS ha potuto ottenerne una copia. I Castro e i loro dipendenti sembrano infatti aver firmato proprio questo documento. In alto compare la dicitura: “8 marzo – Elezioni del Consiglio comunale”. “Ma la scritta è piccola ed è possibile far firmare il foglio anche prima di completare alcune informazioni, come la designazione della lista”, osserva Rebecca Joly.
E adesso?
Secondo la legge, Claudia Castro ha tre opzioni: accettare il suo mandato e sedere con il PLR oppure come candidata indipendente, oppure rifiutare l’elezione e dimettersi immediatamente. Ma nessuna di queste possibilità le va bene. Impegnarsi è “fuori discussione”, così come dimettersi. Infatti, esporsi pubblicamente potrebbe nuocere alla sua immagine: “Il nome della famiglia è anche quello del garage. Alcuni clienti potrebbero pensare che non siamo seri” afferma.
Tony Capuano sostiene che una rinuncia sia ancora possibile. Un eventuale seggio vacante in Consiglio comunale è una questione che il PLR “si porrà” più avanti.
Nel frattempo, la coppia Castro ha ricevuto una lettera di ringraziamento per gli sforzi svolti durante la campagna. Un’attenzione accolta freddamente, visto che affermano di non avervi mai partecipato. Ciò che sperano, piuttosto, sono delle scuse da parte del PLR di Prilly. “E che si chiuda qui” conclude Claudia Castro.
Grigioni sera del 20 febbraio 2026, servizio di Patrick Colombo
RSI Info 20.02.2026, 21:14
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