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Salute

Nuove curve di crescita per i bambini in Svizzera

Uno studio nazionale su 43’000 minori sostituisce i parametri dell’OMS e porta a una riduzione della quota dei bimbi in sovrappeso

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Secondo i nuovi dati, i bambini crescono più precocemente ma raggiungono in media la stessa statura finale

Secondo i nuovi dati, i bambini crescono più precocemente ma raggiungono in media la stessa statura finale

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Di: Irène Dietschi (SRF), articolo originale - sf, adattamento in italiano

Nuove curve di crescita basate su dati svizzeri, raccolti su oltre 43’000 bambini: è questa la svolta adottata dai pediatri elvetici per descrivere in modo più realistico lo sviluppo infantile. Le precedenti curve dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), utilizzate dal 2011 negli studi pediatrici, vengono così sostituite da parametri costruiti su una popolazione locale.

Secondo queste nuove rilevazioni, i bambini crescono più precocemente, pur raggiungendo in media la stessa statura finale, e risultano meno spesso in sovrappeso rispetto a quanto indicavano gli standard internazionali.

Per molti specialisti, l’adeguamento era ormai necessario. Le curve finora in uso, infatti, non riflettevano sempre la realtà osservata in Svizzera, generando talvolta valutazioni poco precise sullo sviluppo dei bambini.

“Non era più accettabile” spiega Urs Eiholzer, pediatra e fondatore del centro PEZZ di Zurigo, struttura riconosciuta per la diagnosi e il trattamento dei disturbi della crescita. Proprio il confronto quotidiano con i dati clinici lo ha spinto a mettere in discussione l’affidabilità dei riferimenti internazionali, aprendo la strada alla revisione adottata.

È fondamentale disporre di dati rappresentativi del proprio Paese, secondo Eiholzer. Un punto che il pediatra ha sostenuto ripetutamente, sia negli ambienti specialistici sia nel dibattito pubblico. “Per valutare la crescita dei bambini servono valori di riferimento corretti e il più possibile precisi” sottolinea. Solo in questo modo è possibile distinguere con affidabilità tra uno sviluppo nella norma e situazioni che richiedono ulteriori approfondimenti.

Anche la Società svizzera di pediatria (oggi Pediatria svizzera) ha iniziato, con il passare degli anni, a nutrire dubbi sulle curve dell’OMS introdotte nel 2011. Tuttavia, avviare una nuova indagine nazionale si è rivelato a lungo un ostacolo difficile da superare: nelle cliniche pediatriche svizzere mancavano infatti la disponibilità e le risorse necessarie per portare avanti uno studio di tale portata, giudicato troppo complesso e costoso.

Rendez-vous (SRF, 16.06.2026)

Ricerca pionieristica svizzera sulla crescita

La storia delle curve di crescita svizzere affonda le sue radici già oltre settant’anni fa. Tra gli anni Cinquanta e Settanta, il professor Andrea Prader e il suo team dell’Ospedale pediatrico di Zurigo svilupparono per la prima volta curve specifiche per la popolazione elvetica. Alla base vi era il cosiddetto “studio longitudinale di Zurigo”: bambini nati tra il 1954 e il 1956 vennero seguiti per anni, con misurazioni regolari di altezza e peso.

Da questo lavoro nacquero le curve di Prader, utilizzate per decenni sia in Svizzera sia a livello internazionale. Per l’epoca rappresentarono un importante passo avanti scientifico. Tuttavia, erano basate su un campione di soli 274 bambini e, in particolare per i percentili estremi, ossia le fasce clinicamente più rilevanti, la solidità statistica risultava limitata secondo gli standard attuali.

Misurazioni nelle palestre

A colmare questa lacuna è stato il PEZZ. Nel 2016 Eiholzer e il suo team hanno avviato una raccolta sistematica di dati su altezza e peso dei bambini in tutta la Svizzera: “Più di cento pediatri hanno partecipato. Siamo andati da ciascuno di loro, abbiamo calibrato gli strumenti di misura e mostrato, per sicurezza, come effettuare correttamente le misurazioni”.

All’iniziativa hanno aderito anche numerose scuole, organizzando sessioni di misurazione direttamente nelle palestre. “Abbiamo coinvolto realtà molto diverse: scuole di campagna e di città, di ogni livello, dalle secondarie ai licei fino alle scuole professionali per essere il più rappresentativi possibili” spiega Eiholzer.

In questo modo sono stati raccolti dati relativi a oltre 43’000 bambini e adolescenti. Su questa base, il team di Eiholzer al PEZZ ha sviluppato le nuove curve di crescita, raccomandate da Pediatria svizzera.

In rapporto alla dimensione della popolazione, questo studio svizzero si colloca tra i più completi a livello mondiale: “Circa un bambino su 40 residente in Svizzera, ovvero una persona su 210, è stato incluso nella rilevazione” sottolinea Eiholzer.

Non più alti, ma più robusti

I risultati mostrano che oggi i bambini crescono più velocemente e entrano prima nella pubertà, ma la statura finale rimane sostanzialmente stabile rispetto al passato. “In media, i ragazzi raggiungono da adulti un’altezza di 1,78 metri, le ragazze di 1,66 metri: appena un centimetro in più rispetto a 50 anni fa” spiega Eiholzer.

Emergono novità anche sul fronte del sovrappeso. “Negli ultimi decenni l’indice di massa corporea medio è effettivamente aumentato” osserva il pediatra. “Tuttavia, i nostri valori di riferimento indicano che i bambini in sovrappeso sono significativamente meno di quanto suggerito dalle curve dell’OMS”.

Secondo Eiholzer, la quota del 20% citata dal Consiglio federale sarebbe errata e in realtà si attesterebbe attorno al 13,5%. “Nelle curve dell’OMS la soglia del sovrappeso è fissata troppo in basso, in modo arbitrario, con un intento apparentemente educativo ma fuorviante” critica.

Le nuove curve di crescita elaborate dal PEZZ evitano questo approccio. Il loro utilizzo potrebbe quindi portare, da un giorno all’altro, a una sensibile riduzione del numero di bambini considerati in sovrappeso in Svizzera.

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