Sono entrati ufficialmente in vigore oggi, martedì, i nuovi dazi globali imposti dagli Stati Uniti, introdotti con un’aliquota iniziale del 10%. La misura arriva pochi giorni dopo la decisione della Corte Suprema, che venerdì ha bocciato la base giuridica utilizzata dalla Casa Bianca per applicare i precedenti dazi, ritenendo illegale il ricorso ai poteri d’emergenza.
Il presidente Donald Trump ha reagito immediatamente firmando l’introduzione delle nuove tariffe, valide fino al 24 luglio grazie al Trade Act, che permette l’applicazione di misure commerciali temporanee senza il via libera del Congresso per un periodo massimo di 150 giorni. Il 10% rappresenta una tariffa ponte in attesa di un possibile incremento al 15%, annunciato sabato dallo stesso Trump.

Trump annuncia dazi del 15%
Telegiornale 21.02.2026, 20:00
L’ipotesi di un aumento ha suscitato tensioni tra i partner commerciali, in particolare con quei Paesi — come la Gran Bretagna — che avevano negoziato percentuali più contenute. Per questo l’amministrazione americana ha deciso di rinviare l’entrata in vigore del 15%, che riguarderebbe solo settori considerati sensibili per la sicurezza nazionale. Tra questi: batterie di grandi dimensioni, prodotti chimici industriali, apparecchiature per reti elettriche, telecomunicazioni e raccordi in ghisa e ferro. Questa seconda tranche di dazi si baserebbe sul Trade Expansion Act del 1962, già utilizzato da Trump in passato per le misure su acciaio e alluminio e non contestato dalla Corte Suprema.
Intanto, alla luce della recente decisione dei giudici, alcune società hanno già avviato azioni legali contro il governo federale. Tra queste figura FedEx, che sostiene di aver sostenuto costi per 175 miliardi di dollari a causa dei precedenti dazi e ora chiede un rimborso.

USA, la corte suprema boccia i dazi di Trump
Telegiornale 20.02.2026, 20:00









