Sono passati cinque anni dal salvataggio di UBS. L’opinione pubblica venne infatti informata la mattina del 16 ottobre del 2008 dell’intervento pubblico con il quale la Confederazione aiutava la grande banca elvetica a un mese dal fallimento dell’americana Lehmann Brothers.
Di fatto cosa successe? La Confederazione prestò sei miliardi di franchi all’istituto di credito e la Banca Nazionale Svizzera (BNS) si dichiarò pronta a riprendere “titoli tossici” fino a un importo di 60 miliardi di dollari. Destabilizzata dalla crisi dei mutui negli Stati Uniti, la banca ha così evitato il fallimento.
L’operazione suscitò all’epoca un’infinità di critiche, ma ha finito per fruttare alla Confederazione più di un miliardo di franchi di utili. La BNS, dopo aver ripreso attivi per 39 miliardi di dollari, tra interessi e capitale, dovrebbe registrare un profitto di circa 5 miliardi.
Red. MM
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RG 07.00 - Il commento di Luca Fasani
RSI Info 16.10.2013, 10:44
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Luca Fasani intervista Jean-Pierre Roth, ex presidente della BNS
RSI Info 15.10.2013, 19:39








