Si avvia ormai alla conclusione la vicenda del fondo di stabilizzazione, creato nel 2008 per salvare l'UBS raccogliendone gli attivi "tossici". Incassato il rimborso del prestito di 1,2 miliardi di franchi concesso all'epoca, la BNS cederà alla prima banca svizzera quel che rimane in portafoglio. L'operazione dovrebbe durare tre mesi.
Il prezzo che l'UBS dovrà pagare sarà valutato da esperti esterni. Sarà di un miliardo di franchi più la metà del valore rimanente del fondo, che a fine giugno era stimato in 7,5 miliardi e ora, rimborsato il citato prestito, dovrebbe aggirarsi attorno ai 6 miliardi.
L'intenzione di ricomprare gli averi era stata annunciata da UBS insieme al risultato trimestrale, il 30 giugno. Serviranno ad aumentare il capitale proprio.
Dalla creazione del fondo, nella quale aveva investito 39 miliardi, la BNS ha progressivamente liquidato il suo contenuto, riducendolo man mano. Complessivamente l'operazione, inizialmente criticata e ritenuta finanziariamente a rischio, si è chiusa senza oneri per lo Stato.
RedMM
Gallery video - "Averi tossici", l'UBS salda i conti





