La Cina bloccherà da venerdì il meccanismo automatico che sospende le quotazioni borsistiche in caso di brusche variazioni. Era scattato due volte questa settimana per eccesso di ribasso, con i mercati di Shenzhen e Shanghai in caduta libera di oltre il 7%.
I timori per la seconda economia mondiale e per il deprezzamento dello yuan hanno avuto pesanti ripercussioni anche sui listini europei, già in flessione da inizio anno, anche se la tensione si è in parte alleggerita sul finire della seduta: lo SMI di Zurigo, dopo aver perso a tratti anche più del 3%, ha chiuso in calo dell'1,90% a 8'449,86 punti. Giù anche Francoforte (-2,29%), Londra (-1,96%), Parigi (-1,72%) e Milano (-1,14%). Qualche ora dopo, Wall Street ha terminato la seduta con il Dow Jones in picchiata del 2,32%.
Le inquietudini per la Cina, secondo consumatore mondiale di energia, si riflettono pure sul prezzo del petrolio: il barile i light sweet crude vale 33,73 dollari a New York e quello di Brent 34,15 a Londra.
pon/AFP/ANSA




