Secondo l'edizione tedesca del Financial Times, le autorità del Nord Reno-Vestfalia avrebbero comprato per 3,5 milioni di euro (oltre quattro milioni di franchi) un disco contenente i dati bancari di clienti della succursale zurighese della Coutts, un istituto filiale a sua volta della Royal Bank of Scotland.
"Nessuna indicazione che sia vero"
Le autorità in questione, tuttavia, non hanno confermato la notizia, mentre quelle di Berlino hanno negato in ogni caso qualsiasi coinvolgimento. Quanto alla banca, ha reso noto di aver avviato un'indagine interna ma di non essere a conoscenza di una qualsiasi violazione del segreto bancario ai suoi danni. "Nessuna indicazione che la notizia sia vera" è giunta anche alla Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali.
Non sarebbe il primo caso
Il supporto informatico conterrebbe informazioni su almeno 1'000 contribuenti tedeschi. A fine febbraio 2010, il medesimo Land aveva acquistato un CD con i nomi di 1'500 evasori fiscali con averi nascosti in Svizzera e la procura di Düsseldorf aveva in seguito aperto procedimenti a carico di un migliaio di clienti del Credit Suisse, stimando di poter recuperare per l'erario fino a 1,2 miliardi di euro.
Pratica vietata con il nuovo accordo?
Norbert Walter-Borjans, ministro delle finanze regionale, si era detto quindi pronto ad altri acquisti analoghi, una pratica che dovrebbe essere vietata dal nuovo accordo fiscale bilaterale firmato da Berna e Berlino. Al riguardo, tuttavia, i pareri degli esperti non sono unanimi. La ratifica dell'intesa non è ancora avvenuta da parte tedesca, dove forte è l'opposizione in seno al Bundesrat, la Camera dei Länder. Il Nord Reno-Vestfalia è una delle regioni apertamente contrarie al testo.
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