La stampa svizzera dedica oggi ampio spazio al «nein» del Bundesrat tedesco all’accordo fiscale con la Svizzera. “Guai a cullarsi nell’illusione che di fronte a un fallimento delle trattative tutto possa restare come prima” – scrive per esempio la Regione : “Pensarla a questo modo è pericoloso. Potrebbe significare non rendersi conto o, peggio, voler ignorare, che il mondo è cambiato e con esso anche l’immagine e la posizione della Svizzera nel contesto internazionale”.
“Più che un goal segnato alla Svizzera, il no della camera tedesca dei Länder ha il sapore di un autogoal insaccato nella rete della Germania”, scrive invece il Corriere del Ticino , secondo il quale la Germania rischia di avere dei problemi ancora più grossi sul fronte della lotta all’evasione fiscale, alla quale tiene molto.
Infine il Giornale del Popolo si chiede se sia o non sia giunto il momento di intonare il De profundis per il sistema Rubik e a proposito della decisione del Bundestag scrive: “I socialdemocratici tedeschi, che hanno bloccato ieri l’accordo agiscono –al di là delle tattiche elettoralistiche – per convinzioni ideologiche in solido con i socialisti nostrani (tralasciando, all’altro estremo, le opposizioni interne ultraconservatrici)".
Oltre Gottardo
Oltralpe la stampa sembra invece non dare molte speranze di sopravvivenza al modello Rubik. Solo la NZZ e la Tribune de Genève sembrano crederci ancora. Quest'ultima relativizza e sottolinea che l'intesa non si riduce solamente alla Germania.
La Basler Zeitung invece teme che il rifiuto germanico metta in pericolo i patti già conclusi da Berna con Londra e Vienna. Per il Blick invece si devono riprendere subito dei negoziati direttamente con l'Unione Europea, piuttosto che con i singoli Stati.
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Ascolta l'intervista con Edward Greco, del Centro Studi Bancari di Vezia
RSI Info 24.11.2012, 13:09








