A inzio ottobre il Bitcoin valeva 126’000 dollari. Oggi dopo aver perso oltre il 40% del suo valore in poche settimane, è sceso brevemente persino al di sotto della soglia dei 70’000. Ha toccato i minimi dall’elezione di Donald Trump nel novembre 2024, che aveva spinto la criptovaluta al rialzo.
Fautore di questo tipo di strumenti di pagamento, il presidente statunitense lo scorso 23 gennaio ha firmato un ordine esecutivo per la creazione di un gruppo di lavoro incaricato anche di valutare la possibilità di avere riserve nazionali in criptovalute. Non basta però per garantire la reputazione di “oro digitale”, anzi si conferma l’estrema volatilità che ha sempre caratterizzato il Bitcoin.
Negli ultimi giorni ha risentito pesantemente di un clima ribassista su diversi mercati, in particolare dei titoli tecnologici in borsa e persino dei metalli preziosi, solitamente considerati beni rifugio. Anche l’oro, dopo aver toccato livelli record nelle scorse settimane, ha perso un po’ del suo valore, ma in proporzioni molto diverse.
Quello della criptovaluta è un crollo. Il Bitcoin ha sofferto anche delle persistenti incertezze normative riguardanti l’esame di un testo sulle criptovalute negli Stati Uniti, il Clarity Act, bloccato al Senato. “I progressi attesi su questa legge non si sono materializzati”, osserva James Butterfill, analista di CoinShares, il che rappresenta un “freno” per il prezzo.







