Quello del lavoro distaccato, soprattutto nell'edilizia, non è un fenomeno solo congiunturale, ma "radicato nel tessuto produttivo" di cui è "indispensabile sondare in profondità le caratteristiche", secondo l'OCST, che chiede l'avvio di "un'indagine rigorosa" su cui basare un intervento politico.
Il sindacato evidenzia inoltre l'ambiguità delle ditte e degli operatori del settore, che da un lato si lamentano del lavoro loro sottratto ma che dall'altro sono spesso loro stessi i committenti di lavori fatti eseguire da dipendenti e indipendenti di oltre confine, allo scopo di "scaricare all'esterno i rischi aziendali" e "rientrare nei margini di offerte visibilmente sottocosto".
Negoziare con l'Italia... o adeguarsi alle sue procedure
L'OCST auspica quindi una serie di interventi, non da ultimo per ottenere una maggiore reciprocità dall'Italia, dove le ditte ticinesi si scontrano con una pesante burocrazia, mentre a quelle estere basta un click per lavorare in Ticino. Se, tramite la neo costituita Commissione speciale per i rapporti tra la Svizzera e l'Italia, costituita dalla Regione Lombardia, non si dovesse riuscire a negoziare "un'effettiva parità procedurale", l'Organizzazione cristiano-sociale auspica quindi che la procedura elvetica venga adeguata a quella italiana, sopprimendo quindi la possibilità di annunciarsi via internet.
Obbligo di notifica e più controlli
Fra le altre proposte del sindacato, ci sono inoltre l'obbligo di notifica anche per presenze in Ticino di durata inferiore agli otto giorni, il rafforzamento dei CCL tramite decreti di obbligatorietà cantonale e un'intensificazione dei controlli, accompagnata dalla possibilità di fermare i lavori dei distaccati che non potessero provare il loro statuo di indipendenti, i cosiddetti falsi padroncini.
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Le notifiche di lavoratori distaccati dipendenti sono passate in Ticino dalle 5'244 del 2008 alle 9'116 del 2012, quelle di indipendenti da 1'942 a 3'714 nello stesso lasso di tempo, secondo le cifre fornite dall'OCST. Complessivamente, vengono così fornite 400'000 giornate di lavoro, pari a 1'700/1'800 posti a tempo pieno, di cui 1'200 (per una cifra d'affari di 250 milioni di franchi) nella sola edilizia.
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CSI 18.00 GIANNINI - PADRONCINI 28.05.13.MUS
RSI Info 28.05.2013, 18:45
Il servizio di Daniela Giannini
RSI Info 28.05.2013, 18:45







