UBS dubita che il Land tedesco del Nordreno-Vestfalia sia entrato in possesso di nuovi CD contenenti dati bancari di evasori tedeschi, che avrebbero depositato fondi non dichiarati in Svizzera, come sostenuto ieri dal sito internet del “Financial Times Deutschland”.
Stando al portavoce della banca, infatti, "non vi sono segnali che l'istituto sia stato vittima di un nuovo furto di informazioni". Ieri sera, dal canto suo, anche il portavoce della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali, Mario Tuor, non aveva voluto né commentare, né confermare la notizia. No comment anche da parte del ministero delle finanze del Nordreno-Vestfalia.
Nelle cerchie bancarie di Zurigo, tuttavia, non si esclude che dati di clienti tedeschi siano stati copiati e venduti alle autorità fiscali germaniche. Il giornale tedesco parla di 4 CD acquistati forse per 9 milioni di euro. In merito, la procura di Bochum ha confermato l'apertura di un'inchiesta.
Un bluff per ragioni politiche
Dominique Gerster, portavoce di UBS, ha assicurato che i sistemi informatici sono stati rafforzati a tal punto che difficilmente una sottrazione di dati sensibili possa passare inosservata o non venir rilevata. "Non escludiamo che dietro questa ennesima 'bomba' vi siano ragioni meramente politiche", ha aggiunto.
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