Economia e Finanza

Siria, l’ingenuità dell’occidente

Già un centinaio i morti negli scontri odierni

  • 01.09.2012, 18:48
  • Ieri, 12:36
Il ministro degli esteri russo, Lavrov, con il presidente siriano al Assad

Il ministro degli esteri russo, Lavrov, con il presidente siriano al Assad

  • REUTERS

Se davvero i paesi arabi e quelli occidentali si aspettano che Bashar al Assad cessi il fuoco per primo e ritiri le sue truppe dalle città, allora sono ingenui. È di questo avviso Serghei Lavrov, ministro degli esteri russo, che oggi ha parlato davanti agli studenti dell'Istituto statale di relazioni internazionali a Mosca.

“Non si può parlare di capitolazione”

Il capo della diplomazia russa ha sottolineato che i suoi commenti non intendono sostenere il presidente siriano, ma riflettono la realtà quotidiana sul terreno. “Poco importa la vostra opinione sul regime”, ha detto, aggiungendo che nella situazione attuale è del tutto “irrealistico dire che l'unica soluzione è la capitolazione unilaterale di uno dei protagonisti”. E a suo avviso, è una richiesta che “né gli occidentali, né i paesi arabi hanno il diritto di formulare”.

“Il dialogo è l’unica soluzione”

Dal canto suo, il ministro degli esteri cinese, Yang Jiechi, ha detto – parlando con l'inviato speciale dell’ONU e della Lega Araba, Lakhdar Brahimi - che “il dialogo politico è l'unica e la giusta strada per risolvere la lunga crisi siriana”.

“La Cina - ha aggiunto il responsabile - è molto preoccupata per il peggioramento della situazione nel paese e presta molta attenzione alla condizione umanitaria nel Medio Oriente. La comunità internazionale dovrebbe rimanere ancorata al principio di una soluzione politica alla crisi”.

E intanto la gente continua a morire...

Sono almeno una novantina i siriani uccisi oggi in diverse località della Siria in bombardamenti governativi e scontri tra ribelli anti-regime e forze lealiste. Tra le vittime, stando ai Comitati di coordinamento locali degli attivisti, figurano anche donne e bambini. A questi si aggiungono le oltre 140 persone rimaste uccise ieri. E intanto i bombardamenti e gli scontri continuano, soprattutto vicino a Damasco e ad Aleppo.

Catturati 16 membri delle forze armate

E sempre oggi i ribelli siriani hanno catturato una ventina di membri delle forze armate governative, dopo aver attaccato un edificio nella base di difesa aerea di Boukamal, nella provincia di Dayr az Zor, nell'est del paese. Tra i prigionieri ci sarebbero ufficiali, sottufficiali, militari di leva e regolari.

I ribelli dell'Esercito libero siriano hanno anche messo le mani su un intero deposito di armi appartenente alle forze governative in fuga. Lo affermano membri della Brigata ‘Allahu Akbar’ di Albukamal, che nella notte è riuscita a prendere il controllo della sede locale della Difesa aerea e del suo deposito di armi.

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