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“La pretesa che lo sport sia separato dalla politica è un’utopia”

Lo skeletonista Vladyslav Heraskevych annuncia un ricorso per la squalifica dalle Olimpiadi a causa del suo casco sul quale sono rappresentati i volti di alcuni atleti morti nel conflitto in Ucraina - L’analisi

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Olimpiadi: controversa squalifica di un atleta ucraino

SEIDISERA 12.02.2026, 18:00

  • KEYSTONE
Di: SEIDISERA - Franco Cristini, Veronica Alippi / AC 

Un casco che fa discutere. È quello che l’atleta ucraino di skeleton Vladyslav Heraskevych avrebbe voluto indossare alle Olimpiadi di Milano Cortina: un casco con i volti degli sportivi suoi connazionali uccisi nel conflitto in corso con la Russia. Una scelta che gli è costata la squalifica, perché secondo le autorità sportive viola il principio di neutralità olimpica.

Nessuna soluzione possibile se non la squalifica dell’atleta, che giovedì ha incontrato il Comitato internazionale olimpico (CIO) e ha già annunciato un ricorso: “Sono in disaccordo con questa decisione. Non credo di aver violato alcuna regola olimpica, né quella che vieta la propaganda politica, discriminatoria, razziale. Questo casco non ha nulla a che vedere con tutto ciò”, ha dichiarato.

Intanto, la bufera ha acceso il dibattito anche in Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky si è detto fiero del gesto dell’atleta, che al suo rientro in patria sarà insignito di una medaglia di Stato per il suo patriottismo.

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L'ucraino Heraskevych squalificato dalle Olimpiadi

Telegiornale 12.02.2026, 20:00

“Questa vicenda mette in luce la grande aporia del CIO su come rendere apolitico un evento che è intrinsecamente politico, come i giochi Olimpici”, commenta ai microfoni di SEIDISERA Nicolas Betti, docente di storia dello sport all’Università di Bologna. “La pretesa che lo sport sia separato dalla politica è un’utopia, ma è anche uno strumento politico nelle mani del CIO per ridurre le pressioni esterne. La Regola 50, che vieta le espressioni politiche, non è sbagliata: il CIO deve avere uno strumento di pressione sugli atleti che vogliono mandare messaggi politici e deve poterli sanzionare. Tuttavia, dovrebbe chiudere un occhio quando questi messaggi politici sono coerenti con i valori olimpici”.

Resta però una grande domanda di fondo: celebrare gli atleti morti è un atto politico o un modo di riconoscere il loro sacrificio e il ruolo nella società? “I caschi degli atleti di skeleton sono tutti quasi sempre personalizzati. Se si volesse togliere la politica dallo sport, almeno per questa disciplina, si dovrebbe vietare ogni personalizzazione”, osserva ancora Betti. “E soprattutto, questa applicazione dogmatica delle linee guida del CIO rischia di essere controproducente: da un lato ha trasformato Heraskevych in un eroe in patria, dall’altro ha reso molto più politico il suo messaggio”.

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