Nuove violenze scuotono la fragile tregua a Gaza: dall’alba di domenica sono giunte dalla Palestina segnalazioni di una decina di morti, nonostante il cessate il fuoco tecnicamente in vigore dal 10 ottobre. La Protezione civile locale parla di almeno 12 vittime in raid israeliani, mentre l’esercito israeliano afferma di aver risposto a una “violazione flagrante” della tregua da parte di Hamas.
Secondo la Protezione civile, un’organizzazione di primi soccorsi che opera sotto l’autorità di Hamas, uno dei raid israeliani avrebbe colpito all’alba una tenda che ospitava sfollati nel settore di Jabalia, nel nord di Gaza, causando cinque morti. Anche un altro attacco a Khan Yunis, nel sud del territorio, avrebbe causato cinque vittime.
Gli ospedali al-Shifa di Gaza City (nord) e Nasser a Khan Yunis hanno confermato di aver ricevuto sette corpi.
“Israele non capisce cosa sia un cessate il fuoco o una tregua. Viviamo sotto una tregua da mesi ma ci colpiscono: dicono una cosa e ne fanno un’altra”, ha dichiarato all’agenzia di stampa AFP il palestinese Ossama Abu Askar, il cui nipote è stato ucciso. Askar ha raccontato che quattro civili erano stati uccisi all’alba nel campo di Jabalia “mentre dormivano per strada”.
L’esercito israeliano (IDF) ha affermato di aver condotto raid dopo aver identificato “diversi terroristi armati che si nascondevano sotto le macerie” in prossimità di soldati israeliani, “probabilmente dopo essere usciti da installazioni sotterranee”, nel settore di Beit Hanun (nord). L’IDF ha aggiunto che questi uomini avevano attraversato la Linea gialla, che delimita la zona ancora occupata dai soldati israeliani dall’attuazione del cessate il fuoco.
Trump chiede una “smilitarizzazione completa e immediata”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che Hamas dovrà accettare una “smilitarizzazione completa e immediata” nell’ambito delle iniziative diplomatiche sulla Striscia di Gaza. Il messaggio è stato pubblicato domenica sul suo social media, dove ha illustrato il ruolo del cosiddetto “Consiglio per la Pace” (Board of Peace), definito un organismo dal “potenziale illimitato”.
Trump ha sostenuto di aver presentato lo scorso ottobre un piano per la fine permanente del conflitto, adottato all’unanimità dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e ha dichiarato che l’iniziativa avrebbe facilitato gli aiuti umanitari e il rilascio degli ostaggi. Ha inoltre annunciato che il 19 febbraio 2026, a Washington, verranno comunicati impegni superiori ai cinque miliardi di dollari per la ricostruzione e la sicurezza di Gaza, compresa la creazione di una forza internazionale di stabilizzazione e di una polizia locale.
Israele accelera sugli insediamenti in Cisgiordania
Nel frattempo, il gabinetto israeliano ha approvato domenica nuove misure volte a rafforzare il controllo sulla Cisgiordania occupata e a facilitare l’acquisto di terreni da parte dei coloni, una decisione denunciata dai palestinesi come una “annessione di fatto”. I membri del gabinetto hanno in particolare dato il via a un processo di registrazione fondiaria per la prima volta dal 1967, sostenendo che si tratti di uno strumento necessario per garantire sicurezza, applicazione della legge e libertà d’azione nella regione.
La Presidenza palestinese ha respinto la decisione, affermando che consolida l’occupazione e compromette la creazione di un futuro Stato indipendente. Il premier Benjamin Netanyahu, la cui coalizione include diversi partiti favorevoli agli insediamenti, sostiene invece che uno Stato palestinese metterebbe a rischio la sicurezza di Israele, mentre l’ONU ha ribadito in un parere consultivo del 2024 che occupazione e colonie sono illegali, posizione contestata da Israele.

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Notiziario 15.02.2026, 17:00
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MSF deve lasciare Gaza
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