Il premier iracheno Nuri al Maliki mercoledì si è espresso contro la volontà del Kurdistsan di conservare i territori di cui ha preso controllo durante al rivolta jihadista dello Stato islamico.
“Nessuno ha il diritto di sfruttare gli eventi che hanno avuto luogo per imporre dei fatti compiuti. Noi non l’accetteremo”, ha detto durante un’intervista televisiva riferendosi al capoluogo della provincia autonoma, Kirkuk. La città è sotto il controllo delle forze curde da quando i militari di Baghdad si sono ritirati dopo l’offensiva contro i ribelli sunniti.
Massud Barzani, presidente del Kurdistan iracheno, aveva detto la scorsa settimana che la presa della città da parte delle sue forze armate non doveva essere rimessa in causa e che, nei mesi a venire, verrà organizzato un referendum per l’indipendenza.
Se da una parte il primo ministro si è mostrato intransigente con i curdi, per la prima volta ha compiuto un gesto di distensione verso le comunità solidali agli insorti dell’ISIL, promettendo l’amnistia per chi “è stato coinvolto in azioni contro lo Stato, ma si è ravveduto”.
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