La pressione di Angela Merkel, nell’ottica di un inasprimento delle sanzioni contro Mosca, si è fatta sentire mercoledì sera nel corso del vertice straordinario dei capi di Stato e di Governo dell’Unione europea a Bruxelles.
La cancelliera tedesca è stata inequivocabile rimarcando che, senza "progressi sull’attuazione delle richieste, il contributo russo alla risoluzione della crisi in Ucraina è insufficiente", ragion per cui sono necessarie nuove sanzioni. Pure il premier britannico David Cameron sposa la linea dura di Berlino, rimarcando che dalla riunione dell’Ue deve sortire "un segnale chiaro con azioni chiare".
Sempre mercoledì anche Washington ha intensificato le sanzioni anti-russe, colpendo banche e aziende attive per la difesa o l'energia. Tra le condizioni non rispettate dall’Esecutivo di Vladimir Putin - che ha reagito definendo inaccettabile quanto deciso dagli americani - c'è la liberazione degli ostaggi e la restituzione dei checkpoint al confine.
Red. MM/AFP/ATS/EnCa




