L’Unione europea ha deciso tra venerdì e sabato un nuovo giro di vite delle sanzioni per la crisi ucraina. Tra le undici persone raggiunte dalle nuove misure (divieto di viaggiare e congelamento dei beni) figurano i leader pro-russi di Donetsk e Lugansk.
Si va dal premier della repubblica autoproclamata di Donetsk (Rpd) Aleksandr Borodai al presidente del Consiglio supremo di Lugansk Alexiei Kariakin, a cui si aggiungono il “ministro della sicurezza” della Rpd, Alexandre Khodakovski e il “vice-premier” Alexandre Aleksandrovich.
Sempre nell’ambito dei separatisti filorussi, sono entrati nella lista nera di Bruxelles il “ministro dell'informazione e delle comunicazioni della Repubblica popolare di Donetsk”, Alexandre Khryakov, oltre a Marat Bashirov e Vasil Nikitin, rispettivamente premier e vicepremier dell'autoproclamata Repubblica di Lugansk. Sale così a 72 il totale degli individui sanzionati "per azioni che minano integrità territoriale, sovranità e indipendenza dell'Ucraina".
Red. MM/ATS/EnCa




