Caccia turchi decollati dalla base di Diyarbakir hanno effettuato nuovamente venerdì sera e poi di nuovo nella notte e sabato mattina dei raid contemporanei contro le postazioni del sedicente Stati islamico nel nord della Siria e contro quelle del PKK nel nord dell'Iraq. Obiettivi dei due movimenti in territorio siriano sono stati colpiti anche dall'artiglieria di Ankara, che dopo essere stata a lungo criticata per la sua inerzia nei confronti degli jihadisti ha iniziato a colpire in seguito all'attentato suicida che lunedì ha causato 32 morti a Suruç.
Le vittime di quell'attacco erano giovani di sinistra simpatizzanti della causa curda e questo ha provocato l'ira del PKK. I bombardamenti e, sull'altro fronte, gli attacchi contro le forze dell'ordine turche rischiano di far fallire il processo di pace avviato nel 2012.
I membri del Partito dei lavoratori del Kurdistan, insieme a estremisti islamici, sono anche il bersaglio della seconda notte di retate consecutiva, condotta in diverse città. Almeno 590 persone sono state arrestate, secondo il premier Davutoglu.
pon/reu/afp
Dal TG12.30






