Valter Lavitola, imprenditore ed ex-giornalista-editore, è un nuovo indagato per l’attentato a Sigfrido Ranucci, avvenuto a Pomezia (Roma), nell’ottobre del 2025. Secondo i pm di Roma, Lavitola, già coinvolto in altre vicende giudiziarie, sarebbe il mandante dell’azione dinamitaria avvenuta all’esterno dell’abitazione del conduttore di Report.
Nei giorni scorsi i carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e Frascati, su mandato dei pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia (DDA), hanno eseguito una perquisizione domiciliare a carico dell’imprenditore, sequestrando il cellulare e il computer. Gli investigatori puntano a individuare elementi utili a ricostruire il movente che avrebbe spinto Lavitola a ordinare l’attentato. Lavitola e i quattro esecutori del blitz contro Ranucci sono accusati in concorso di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, tutti reati aggravati dal metodo mafioso. A carico dell’ex giornalista ed editore figura inoltre l’accusa di strage.
Secondo la ricostruzione dei magistrati, la banda sarebbe stata contattata da un intermediario: Gomes Celsio Tavares, cittadino camerunense di 47 anni. Lavitola avrebbe incaricato Tavares di trovare soggetti capaci di procurarsi dell’esplosivo e di farlo detonare davanti all’abitazione del giornalista. Sempre Lavitola, il 16 settembre, un mese prima dell’attentato, avrebbe effettuato con il 47enne un sopralluogo nei pressi della casa di Ranucci.
I quattro membri della banda sono stati fermati tra Napoli e Avellino nelle prime ore del 30 giugno scorso. Si tratta di una giovane coppia, Pellegrino D’Avino e sua moglie Marika De Filippi, di Saverio Mutone e di Antonio Passariello, ritenuto uno dei capi del gruppo. Secondo il giudice, su di loro pendono “elementi gravi, precisi e concordanti” tali da ritenere che “abbiano preso parte all’azione criminosa”, ciascuno con un ruolo specifico, in cambio di denaro. D’Avino era l’unico a interfacciarsi con l’intermediario.

Ranucci a cena con Lavitola, nel ristorante dell'imprenditore (2023)
Ranucci è stato convocato in Procura dopo l’arresto dei quattro, per essere ascoltato come testimone dai titolari dell’indagine. “Mi hanno prima di tutto chiesto se conoscevo gli arrestati di martedì e abbiamo ripercorso alcune vecchie inchieste di Report che hanno riguardato l’area geografica in cui vivevano i componenti della banda”, ha dichiarato il conduttore di Report dopo l’audizione. Il Riformista, nel 2023, aveva pubblicato una foto che ritraeva Lavitola e Ranucci insieme al ristorante romano dell’imprenditore.

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Notiziario 06.07.2026, 23:00
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