L’Europa centro-occidentale e il bacino del Mediterraneo si trovano ad affrontare una delle fasi meteorologiche più estreme degli ultimi anni. Una gigantesca e persistente massa d’aria subtropicale in risalita dal Nord Africa sta dando vita a una serie di “cupole di calore” capaci di blindare l’atmosfera, schiacciando l’aria calda verso il suolo e polverizzando i record storici di temperatura. Dalla Spagna alla Francia, fino all’Italia, l’estate 2026 sta riscrivendo giorno dopo giorno gli annali della climatologia europea, costringendo le autorità a dichiarare stati di massima allerta per la salute pubblica e per il rischio, sempre più concreto, di devastanti incendi boschivi.
Bimbi giocano tra i getti d'acqua a Madrid
Spagna: allerta rossa e il nodo irrisolto dei “rifugi climatici”
La Spagna sta vivendo la sua seconda, violentissima ondata di calore stagionale. L’Agenzia meteorologica statale (AEMET) ha diramato tre giorni consecutivi di allerta meteo di livello rosso – il massimo grado di rischio – in tre comunità autonome: Aragona, Catalogna e Comunità Valenciana. In queste regioni si attendono picchi termici estremi in grado di toccare i 44°C, con un impatto potenzialmente gravissimo sulla salute della popolazione.
La morsa del caldo ha già fatto registrare valori eccezionali nella prima delle tre giornate più critiche: la soglia dei 42°C è stata ampiamente superata in Andalusia (nelle province di Siviglia, Cordova, Jaen e Huelva), in Estremadura (a Badajoz) e in Castiglia-La Mancha (a Ciudad Real). Nelle prossime ore, la quasi totalità della penisola iberica vedrà i termometri salire oltre i 40°C.
Questa emergenza senza sosta ha riacceso con forza il dibattito sulla necessità di adattamento climatico delle aree urbane. Sotto accusa è la carenza dei cosiddetti rifugi climatici (in questo servizio quelli del Portogallo, ndr.): spazi pubblici climatizzati (come biblioteche, centri civici o musei) e aree verdi attrezzate dove i cittadini, specialmente i più vulnerabili, possono trovare refrigerio durante le ore più calde. Secondo un report di Greenpeace Spagna, una rete strutturata di questi spazi è attualmente presente in appena 19 capoluoghi di provincia su 52, ovvero in poco più di un terzo delle città spagnole. Le autorità sanitarie continuano a raccomandare la massima cautela, invitando a evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, con un occhio di riguardo per anziani, bambini e soggetti fragili.

Incendi nell'Europa del sud
Telegiornale 06.07.2026, 20:00
L’ondata di caldo estremo continua inoltre ad alimentare numerosi incendi boschivi. Il fronte più critico nelle ultime ore è quello di Grazalema, in provincia di Cadice, nella regione meridionale dell’Andalusia, dove 188 persone sono state evacuate in via preventiva da due hotel e abitazioni vicine minacciati dalle fiamme, ha informato la Giunta regionale.
Francia: 61 dipartimenti in allerta arancione e rischio incendi “molto elevato”
La situazione non è meno drammatica in Francia. Météo-France ha posto ben 61 dipartimenti in vigilanza arancione per canicola. Le temperature previste oscillano diffusamente tra i 36°C e i 40°C, con punte isolate fino a 41°C. L’allerta arancione copre l’intero territorio delle regioni dell’Île-de-France, della Borgogna-Franca Contea, del Centro-Valle della Loira e dei Paesi della Loira, estendendosi anche a vaste aree del sud-ovest e del sud-est. Solo le coste della Manica, l’estremo nord (Hauts-de-France) e la fascia più orientale del Paese registreranno massime inferiori ai 35°C.
Oltre allo stress termico sulla popolazione, la principale preoccupazione per le autorità francesi è rappresentata dagli incendi. Le temperature estreme e la siccità del suolo creano le condizioni ideali per l’innesco e la rapida propagazione dei roghi. Météo-France ha inserito 61 dipartimenti nella fascia di “rischio elevato” di incendi e tre dipartimenti – Essonne, Deux-Sèvres e Vaucluse – in quella di “rischio molto elevato”. Per le giornate successive la situazione rimarrà critica, con cinque dipartimenti del sud (Aude, Hérault, Gard, Vaucluse e Drôme) classificati a rischio massimo.

Francia: dopo la canicola, gli incendi
Telegiornale 03.07.2026, 12:30
Gli scienziati d’Oltralpe ricordano come la frequenza e l’intensità di queste ondate di calore siano un marchio inequivocabile del cambiamento climatico antropico, alimentato dall’uso continuo di combustibili fossili come carbone, petrolio e gas.
Italia: al via la terza ondata di canicola
Anche l’Italia si prepara a subire gli effetti di questa eccezionale configurazione meteorologica. È infatti iniziata la risalita del promontorio subtropicale che darà il via alla terza, severa ondata di caldo della stagione. Secondo le previsioni di ilMeteo.it il caldo africano si espanderà progressivamente su tutta la penisola, portando le temperature fino alla soglia dei 40°C.
L’aspetto più insidioso di questa ondata di calore sarà tuttavia rappresentato dall’afa e dalle cosiddette notti “super tropicali”, caratterizzate da temperature minime che non scenderanno sotto i 25°C, impedendo alle abitazioni di raffreddarsi e prolungando lo stress fisico anche durante le ore di sonno.
Gli esperti avvertono che il peggio potrebbe arrivare a partire da domenica prossima, con una persistenza della cupola di calore eccezionalmente lunga, stimata almeno fino al 22-23 luglio.

Ritorna la canicola
Il Quotidiano 04.07.2026, 19:00
Il riscaldamento globale agisce come un “carburante truccato”
Di fronte a record meteorologici che non vengono semplicemente superati, ma letteralmente polverizzati settimana dopo settimana, la climatologia moderna offre una spiegazione chiara. Non sono cambiate le leggi della fisica, ma è cambiato il punto di partenza.
Il riscaldamento globale di origine antropica ha accumulato nei decenni un enorme surplus di calore nel sistema climatico terrestre. Questo surplus agisce come un “carburante truccato”: ogni volta che si sviluppa un anticiclone africano, questo non parte più dalle medie termiche del passato, ma da una base di partenza molto più calda. Il risultato è che una configurazione meteorologica che un tempo avrebbe generato una normale e tollerabile estate mediterranea, oggi si trasforma sistematicamente in un evento estremo, pericoloso per la salute, per l’agricoltura e per la sicurezza del territorio.






