I documenti del caso Epstein sono stati riesaminati mercoledì dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DoJ), a seguito delle accuse pervenute dai media, i quali sostenevano che il Governo avesse nascosto documentazione che accusava Donald Trump, comprese accuse di aggressione sessuale su minorenni.
Come riferito martedì dalla radio pubblica NPR, il Dipartimento della Giustizia, guidato da un fedele di Trump, avrebbe impedito la pubblicazione di materiale relativo ad accuse contro di lui, riguardo all’aggressione sessuale su una minore. Alcuni documenti che accusano Jeffrey Epstein e che menzionano il presidente americano, secondo NPR, sarebbero stati rimossi dal database pubblico relativo a Epstein.
Il dipartimento della Giustizia aveva comunicato mercoledì sera, stando ad alcuni media, che diversi file relativi alla complice del criminale sessuale, Ghislaine Maxwell, sembravano mancare nel database pubblico. “Come per tutti i documenti che sono stati segnalati (...), il Dipartimento sta attualmente esaminando i file appartenenti a questa categoria”, si legge sul profilo di X del DoJ. “Se un documento dovesse risultare mal classificato durante il processo di revisione e soddisfare i criteri della legge, il Dipartimento lo pubblicherà naturalmente”, assicura il DoJ, facendo riferimento al testo adottato l’anno scorso per ordinare al governo di divulgare tutti i suoi dossier su Epstein.
In precedenza, però, il Dipartimento aveva dichiarato su X che “nulla (era stato) cancellato”: non erano stati resi pubblici solo documenti duplicati, soggetti a un divieto legale di pubblicazione, o facenti parte di un’indagine federale in corso.
Anche il New York Times attacca
Anche il New York Times ha riferito mercoledì che tra i documenti non pubblicati figurano note dell’FBI che riassumono gli interrogatori condotti in relazione alle accuse di una donna, formulate nel 2019. Questa, dopo l’arresto di Epstein, aveva dichiarato di essere stata aggredita sessualmente dal finanziere newyorkese e dal presidente americano alcuni decenni prima, quando era ancora minorenne. Dei quattro interrogatori, afferma il New York Times, è stato reso pubblico solo un riassunto, che evoca le accuse contro i due uomini.
Democratici: “Insabbiare le prove contro Trump è il crimine più grave possibile”
Non solo i media, anche i deputati democratici della commissione di supervisione della Camera dei rappresentanti hanno dichiarato di aver indagato, nelle ultime settimane, sul lavoro dell’FBI riguardo alle accuse del 2019. Questi affermano di “poter confermare che il Dipartimento di Giustizia sembra aver illegalmente trattenuto gli interrogatori dell’FBI” con la presunta vittima.
“Insabbiare prove dirette di una potenziale aggressione da parte del presidente degli Stati Uniti è il crimine più grave possibile in questa operazione di insabbiamento della Casa Bianca”, hanno accusato mercoledì su X. “Questa è la più grande operazione di insabbiamento del governo nella storia moderna (...) Chiediamo risposte”.
Dipartimento della giustizia: “i democratici smettano di ingannare il pubblico”
Il DoJ, per contro, li esorta a “smettere di ingannare il grande pubblico fabbricando indignazione da parte della loro base radicale anti-Trump”. Il 30 gennaio il Dipartimento ha reso pubbliche oltre “tre milioni di pagine” in parte censurate del dossier Epstein. L’amministrazione Trump avrebbe così adempiuto al suo obbligo legale di fare piena luce su questo dossier politicamente scomodo.
Diverse vittime del caso Epstein si stanno però indignando a causa della censura di molti documenti e perché non è stato dato seguito giudiziario contro i presunti complici del finanziere. Donald Trump ha sempre negato di essere stato a conoscenza del comportamento criminale di Epstein, nonostante un tempo fossero molto vicini. Il presidente statunitense sostiene di aver interrotto i rapporti con l’uomo ben prima dei trascorsi giudiziari che lo hanno coinvolto.

Epstein: la rovina di Andrea
Telegiornale 20.02.2026, 12:30








