E’ un rito politico che si avviene una sola volta all’anno. La sessione plenaria del Parlamento cinese apre l’edizione 2016, per cui 3'000 delegati arrivano a Pechino da ogni provincia cinese, per riunirsi nella Grande Sala del Popolo, lungo la Piazza Tiananmen. Ma di politico questa riunione ha molto poco, almeno per gran parte di loro. Viene chiesto di votare nuove leggi e si sottopongono per approvazione rapporti su economia, milizia, finanza, sitema giudiziaro e anche il prospetto che il primo ministro ha preparato con le priorità e i target dell’anno. Nella storia di queste riunioni mai un voto ha bocciato una proposta. In realtà le decisioni vengono prese mesi prima da un gruppo molto più ristretto della leadership del Partito. E basta fare un giro per i corridoi del Parlamento per sentire la mancanza di partecipazione nel processo politico. Molti escono dall’aula dove il premier si sta rivolgendo alla nazione, parlano tra loro, prendono il tè, controllano messaggi al cellulare.
VIDEO - Le minoranze etniche al Parlamento di Laura Daverio
RSI Info 05.03.2016, 20:25
La poca partecipazione politica si rispecchia anche nel pubblico che, nonostante i tanti speciali dedicati dai media, raramente è informato degli eventi. L’immagine non deve tradire l’ideale di nazione unita sotto la guida del Partito.
Via le composizioni di fiori
I dettagli di ogni giornata sono meticolosamente studiati, a partire dalle composizioni di fiori, che sono sparite in contemporanea con la massiccia campagna anti-corruzione lanciata oltre 3 anni fa. La ricchezza della composizioni mal si sposava con l’immagine sobria del politico ideale. Anche piazza Tianamen, di fronte alla sede del parlamento, ha perso le stravaganti decorazioni.
Nonostante la riunione del Parlamento sia un evento altamente coreografato e che raramente riserva soprese, un dibattito esiste e merita di essere seguito. I delegati più attivi presentano proposte di leggi, in questa maniera attraggono l’attenzione sui problemi più sentiti. Un dibattito pubblico aperto su tali temi, però, non avviene. Tanto meno quest’anno. Da quando è salita al potere l’amministrazione a seguito del presidente Xi Jinping nel 2012, lo spazio di dissenso si è ristretto in tutti i campi. Solo pochi giorni fa lo stesso presidente ha chiesto ai media totale fedeltà al Partito. Un influente imprenditore, con un seguito di 37 milioni di persone online, si è visto tagliato l’accesso ai social media per aver criticato quest’ultima mossa.
La sessione plenaria dura intorno ai 10 giorni, durante i quali vengono presentati target in vari campi, dagli investimenti militari al sistema giudiziario. Tema cruciale e’ l’economia, in particular modo in questo 2016 cominciato con un brutale crollo dei mercati, la conferma del rallentamento della crescita del PIL (dal 6,5 al 7%), di fronte a una preoccupante disoccupazione.
Laura Daverio


