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Egitto, uccisi 38 Fratelli musulmani

In un blitz delle forze di sicurezza dalla dinamica ancora oscura

  • 18.08.2013, 23:48
  • Ieri, 12:00
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La tregua armata e carica di tensione che ha segnato la giornata di domenica, dopo le stragi dei giorni scorsi, è stata rotta nel pomeriggio quando almeno 38 Fratelli musulmani sono stati uccisi nel blindato che li trasferiva da un carcere ad un altro nella zona del delta del Nilo, dopo che un commando di loro confratelli aveva assaltato il convoglio per cercare di liberarli.

"Non ci piegheremo agli islamisti"

Il blitz delle forze di sicurezza, ancora oscuro nella dinamica (si parla di una violenta sparatoria, ma anche di detenuti asfissiati dai gas nell'automezzo), è andato in scena poco dopo il monito lanciato dal nuovo uomo forte del Cairo, il generale Abdel
Fatah al-Sissi: «Non ci piegheremo agli islamisti».

"C'è posto per tutti"

Sissi si è spinto a evocare apertamente il rischio del baratro per il Paese, e un conflitto di natura «religiosa» che ne sancirebbe la rovina. «C'è posto per tutti», ha poi strizzato
l'occhio ai Fratelli musulmani, ma invitandoli a «rivedere» le loro posizioni, ovvero ad accantonare la richiesta d'un ritorno al potere di Mohamed Morsi e la persecuzione giudiziaria degli «assassini».

Il generale ha parlato nel giorno in cui è stata ufficializzato l'addio non solo al governo ma all'Egitto di Mohamed El Baradei: l'ormai ex vicepresidente e premio Nobel per la pace che ha fatto le valigie alla volta di Vienna dopo essersi dissociato dalla linea dura del governo istituito dai militari, nel pieno di una crisi che da mercoledì conta quasi mille morti in tutto il Paese.

Red. MM

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