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Epatite A, resta alta l’attenzione a Napoli

Crescono i ricoveri e le misure di prevenzione per evitare la malattia da consumo crudo dei mitili - Comune, Regione e ASL intensificano la vigilanza con informazione sanitaria e campagna vaccinale

  • 2 aprile, 06:05
  • 2 aprile, 08:29
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Allerta in Italia per epidemia di epatite

Telegiornale 01.04.2026, 20:00

Di: Telegiornale/Claudio Bustaffa/sdr 

Napoli resta in stato di massima attenzione sul fronte dell’epatite A, mentre istituzioni sanitarie e amministrative hanno rafforzato le misure di prevenzione e controllo a tutela della salute pubblica. Il Comune di Napoli ha disposto il divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi nei pubblici esercizi, raccomandando alla cittadinanza di evitarne il consumo anche in ambito domestico, e ha previsto un’intensificazione delle verifiche da parte degli organi competenti. 

Il quadro epidemiologico ha indotto le autorità ad alzare il livello di sorveglianza. Secondo quanto riportato dal Comune campano il 16 marzo scorso, sulla base della nota del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Napoli 1 Centro, la diffusione del virus risulta superiore di dieci volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e di 41 volte rispetto all’ultimo triennio; nei primi 19 giorni di marzo erano stati registrati 43 casi sul territorio cittadino. Parallelamente, la Regione Campania ha comunicato che al 18 marzo 2026 risultavano 133 casi complessivi dall’inizio dell’anno, disponendo un ulteriore rafforzamento dei controlli lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi.
A questo scenario si aggiungono i dati riferiti al presidio ospedaliero Cotugno di Napoli, centro di riferimento per le malattie infettive, dove – secondo i dati raccolti dalla RSI – i ricoveri da inizio anno hanno superato quota 160, con una forte concentrazione nel mese di marzo. Un andamento che conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione, sia sul piano clinico sia su quello della prevenzione.

Possibile il consumo con necessarie cautele

Resta centrale anche il tema della corretta preparazione dei prodotti ittici. In base alle indicazioni raccolte dai sanitari del Cotugno, i frutti di mare possono essere consumati in sicurezza solo previa adeguata cottura: una misura semplice ma essenziale, particolarmente rilevante in vista delle festività pasquali e di piatti della tradizione come la zuppa di cozze. Sul piano istituzionale, il messaggio è chiaro: evitare il consumo di prodotto crudo, acquistare soltanto presso rivendite autorizzate e verificare sempre etichette e tracciabilità.

Il comparto lancia un grido d’allarme

In questo quadro, comunque, il comparto commerciale segnala ripercussioni economiche rilevanti. Dal mercato ittico di Mugnano, principale snodo per Napoli nord e Caserta, emerge l’allarme per il crollo delle vendite e per le conseguenze sull’intera filiera. Gli operatori ribadiscono tuttavia la piena tracciabilità dei prodotti, richiamando l’importanza di distinguere tra allarme sanitario, che richiede rigore e controlli, e generalizzazioni che rischiano di colpire indiscriminatamente un settore strategico dell’economia locale.
Intanto, sul piano giudiziario, proseguono gli accertamenti della Procura di Napoli e dei NAS sulla possibile immissione in commercio di alimenti contaminati. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi sono la commercializzazione di prodotti pericolosi per la salute e la ricostruzione della provenienza delle partite sospette. L’Unci AgroAlimentare, associazione che riunisce le cooperative, respinge questo allarmismo e sollecita la Regione Campania ad intervenire con misure specifiche a sostegno delle imprese e dei lavoratori del settore.

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