L’annuncio è arrivato martedì 25 novembre: Ekrem Imamoglu, sindaco ci Istanbul è stato rinviato a giudizio e rischia ora ufficialmente una condanna fino a 2’430 anni di carcere.
Per la procura, il politico del partito laico CHP era a capo di “un’organizzazione criminale a scopo di lucro” che avrebbe preso tangenti per truccare appalti compiendo reati di peculato, concussione, ma anche abuso di potere, frode elettorale, spionaggio, minacce e insulti.
Per l’opposizione si tratta invece di un’operazione politica diretta a eliminare il principale sfidante del presidente Recep Tayyip Erdogan alle prossime elezioni presidenziali previste per il 2028. “Non è un’incriminazione” ha detto Özgür Özel, presidente del partito CHP, “è un memorandum scritto da un gruppo di golpisti”.
Due i dati importanti da tenere a mente: lo scorso marzo, Imamoglu era stato arrestato pochi giorni prima di presentare la sua candidatura alle elezioni presidenziali nella quale rappresentava l’unico vero sfidante per il presidente Erdogan. La sua formazione, il Partito popolare repubblicano (CHP), era diventato il primo partito di Turchia dalle scorse elezioni municipali del 2024, superando l’AKP di Erdogan per la prima volta da vent’anni.
Non a caso l’atto d’accusa della procura colpisce anche tutto il CHP, rinviato a giudizio di fronte alla Corte di cassazione alla quale chiede la chiusura del partito per presunto uso indebito dei fondi pubblici per le campagne elettorali.
Assieme a Imamoglu sono processati altri 400 imputati, tra i quali molti sono membri proprio del più vecchio partito di Turchia. I sindaci CHP di alcune delle maggiori città sono stati arrestati, e anche il primo cittadino di Ankara, Mansur Yavas, da molti considerato possibile backup di Imamoglu alle presidenziali, rischia di fare la stessa fine. Quattordici persone, tra le quali membri del Comune di Ankara, sono già stati incriminati per appropriazione indebita.
Il presidente dell’ordine degli avvocati di Istanbul, İbrahim Kaboğlu, ha detto all’RSI che il presidente Erdogan “da sei mesi a questa parte, strumentalizzando la giustizia, ha messo in pratica una politica che potrebbe sbarrare la strada all’alternanza politica” che si era aperta l’anno scorso con la vittoria del CHP.
Il partito de della Giustizia e dello Sviluppo (AKP) di Erdogan non ha voluto rilasciarci dichiarazioni, ma Güngör Yavuzaslan, commentatore su CNN Türk, un’emittente considerata come la portavoce del presidente, assicura che “il sistema giudiziario è indipendente. E non permette che nessun politico possa eliminare uno sfidante usando la giustizia”.











