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“Per noi è molto importante avere il Papa in Turchia”

La testimonianza di una esponente della comunità cattolica turca, raccolta dai microfoni di SEIDISERA della RSI, in occasione del viaggio di Leone XIV n Turchia, dove i cristiani sono poco più di 100’000 su una popolazione di oltre 85 milioni di abitanti

  • 38 minuti fa
Papa Leone XIV durante la visita alla Moschea Blu, Istanbul, 29 novembre 2025
03:49

SEIDISERA del 29.11.2025 L’intervista a una esponente della comunità cattolica turca. Servizio di Filippo Cicciù

RSI Info 29.11.2025, 17:06

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Di: SEIDISERA-Filippo Cicciù/M. Ang. 

Continua, in Turchia, la visita di Papa Leone XIV che sabato ha incontrato il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, tra le figure più prestigiose del mondo cristiano ortodosso. A Istanbul, il Pontefice ha anche celebrato una messa nel pomeriggio, davanti a una folla di circa 3’000 fedeli della comunità cattolica, che in Turchia rappresenta una piccola parte della minoranza. I cristiani sono poco più di 100’000 su una popolazione di oltre 85 milioni di abitanti. In occasione della visita del Pontefice, SEIDISERA della RSI ha intervistato una esponente della comunità cattolica turca. 

“Per noi è molto importante avere il Papa in Turchia, soprattutto in questo momento, per l’anniversario del Concilio di Nicea”, dice Fulia ai microfoni di SEIDISERA. Sorride e non nasconde l’emozione per la visita di Leone XIV a Istanbul. La quarantenne racconta con orgoglio di avere partecipato nei giorni scorsi a una delle messe celebrate dal Pontefice e di avere recitato la preghiera in turco, la sua lingua madre.

“C’erano anche le emittenti televisive nazionali che trasmettevano questa messa e dire in lingua turca che Cristo è il Figlio di Dio. Non è facile”, dice Fulia, che fa parte della comunità cattolica della Turchia, di circa 25’000 persone.

La chiamata alla preghiera islamica risuona regolarmente, cinque volte al giorno, a Istanbul, la più grande città turca dove sono presenti più di 100 chiese cristiane, la cui costruzione risale soprattutto all’Impero ottomano. Per questo motivo, oltre al canto del muezzin che si diffonde dai minareti delle moschee, nel centro storico della megalopoli turca è comune sentire anche il suono delle campane delle chiese. I cattolici rappresentano una piccola parte anche all’interno della comunità cristiana di Turchia, una minoranza composta soprattutto da armeni, oltre che da siriaci, caldei, protestanti, evangelici, anglicani e greco ortodossi.

“In generale non è facile appartenere a una minoranza, poi dipende. Come cristiani credo che possiamo dire di vivere come dei normali cittadini. Ora non ci sono davvero problemi”, dice Fulia, che ha voluto comunque proteggere la sua identità con un nome di fantasia per questa intervista. La donna dice che in Turchia non è un problema nascere in una famiglia cristiana. Ma la questione si complica quando un turco musulmano decide di convertirsi al cristianesimo, come lei stessa ha fatto circa 15 anni fa.

Una conversione di questo tipo può diventare uno stigma sociale in Turchia agli occhi di molti musulmani, dice la donna, che racconta di amici convertiti che hanno smesso di frequentare la Chiesa dopo aver iniziato a lavorare nell’amministrazione pubblica. Anche se, ammette, questa situazione si basa più su una paura percepita che su minacce reali.

“Penso che la cosa più importante sia che ora, forse piano piano, stiamo costruendo la Chiesa della Turchia”, dice Fulia, spiegando di come la comunità cattolica nei secoli passati fosse composta principalmente da levantini di origine francese o italiana, mentre ora, oltre a molti stranieri che vivono in Turchia provenienti dalle Filippine, dalla Corea del Sud, dalla Polonia, dall’Iran e da Paesi africani, anche tanti giovani turchi si avvicinano alla Chiesa cattolica, con l’intenzione di entrare a fare parte della comunità.

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Papa Leone XIV in Turchia

Telegiornale 29.11.2025, 12:30

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Il primo viaggio apostolico di Papa Leone

Telegiornale 27.11.2025, 12:30

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