L’allacciamento tedesco dell’AlpTransit solleva continue perplessità: tra ritardi, scarsa determinazione politica, finanziamenti non sempre garantiti e lavori che avanzano lentamente, il progetto procede al di sotto delle aspettative.
Il caso della Rheintalbahn
Il raddoppio della Rheintalbahn, la linea ferroviaria lungo la valle del Reno tra Karlsruhe e Basilea, è il più eclatante di tutta una serie di opere incompiute o in forte ritardo delle ferrovie tedesche.
Si tratta di 190 chilometri di tracciato per un investimento complessivo di 14 miliardi di euro. Il progetto è in discussione dalla metà degli anni 80 dello scorso secolo. La linea doveva entrare in funzione dieci anni fa, in concomitanza con l’apertura del tunnel di base del San Gottardo. Successivamente, l’allora cancelliera Angela Merkel promise un’accelerazione dei lavori.
Per lungo tempo non è successo nulla e oggi si sa che la nuova linea, fondamentale per decongestionare il traffico merci su questa tratta europea che congiunge Genova al porto di Rotterdam, non sarà pronta prima del 2041.
Le cause dei ritardi
Le ragioni di questo ritardo sono tante. Alcuni imprevisti, come il cedimento di un nuovo tunnel a Rastatt nel 2017, le proteste dei cittadini, i cavilli burocratici ma anche una mancanza di volontà politica in Germania e di fondi messi a disposizione delle ferrovie.
Anche il Brennero è in stallo
La situazione si ripete anche per il futuro allacciamento sul versante tedesco al tunnel di base del Brennero: anche qui si discute da decenni sul raddoppio della linea ferroviaria fra Monaco di Baviera e Rosenheim, un progetto da 54 chilometri di nuovo tracciato, ma non succede nulla. Anzi, da poco le autorità hanno cancellato dai loro bilanci gli stanziamenti per i lavori alla nuova linea. Verrà ristrutturata invece solo quella vecchia per il potenziamento di un’altra linea fra Mühlendorf e Freilassing, sempre in direzione Germania-Austria. Gli stanziamenti necessari previsti per la nuova linea sono stati completamente eliminati.








