Si apre uno spiraglio per la Conferenza di pace sulla Siria in programma il 22 gennaio a Montreux dopo che lunedì in serata (in Europa) il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha deciso di ritirare il suo invito all’Iran di partecipare alla discussione. La Coalizione nazionale siriana che raggruppa le opposizioni in esilio, aveva infatti sospeso la sua decisione se recarsi o meno sulle rive del lago Lemano in polemica con la decisione ONU di invitare ufficialmente l'Iran, alleato di ferro del regime di Bashar el Assad che ha fatto sapere di essere pronto a candidarsi per un nuovo mandato presidenziale.
Il segretario dell’ONU si era detto “profondamente deluso” dalle dichiarazioni di Teheran che non sembrava per nulla intenzionata ad essere presente a Montreux se per farlo doveva essere vincolata alle deliberazioni di Ginevra 1 (che prevedevano fra l'altro un governo di transizione in Siria).
La decisione di Ban, dopo una giornata con numerosi interventi dei fautori della Conferenza di pace, tra cui Stati Uniti, Francia e Regno Unito, moniti della diplomazia russa e alterne prese di posizione da parte dell’Iran, ha spianato la strada alla partecipazione della Coalizione che, appena saputo della decisione del segretario ONU di ritirare il suo controverso invito, ha annunciato che sarà presente a Montreux.
ATS/ANSA/Swing
Il Consiglio nazionale siriano (Cns), una delle principali componenti dell'opposizione siriana in esilio, ha annunciato il suo ritiro dalla Coalizione in segno di protesta contro la decisione di quest'ultima di partecipare alla conferenza
di pace di Ginevra 2. Il Cns ha sempre rifiutato di negoziare fintanto che resterà al
potere Bashar el Assad.





