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Giulio Regeni, il processo si farà

Lo ha stabilito la Corte costituzionale italiana, a oltre 7 anni dall’assassinio in Egitto

  • 28 September 2023, 05:38
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RG 7.00 del 28.09.2023

Di: ANSA/dielle

A distanza di 7 anni e mezzo dall’assassinio di Giulio Regeni e dopo un lungo periodo di stallo dovuto al rifiuto di collaborare dell’Egitto potrà cominciare a Roma, probabilmente l’anno prossimo, il processo a carico dei presunti responsabili della morte del giovane dottorando, anche in loro assenza. A imprimere la svolta è stata la Corte costituzionale italiana con una sentenza che sarà depositata nelle prossime settimane.

La Corte ha in sostanza stabilito dei paletti precisi per poter procedere al giudizio in assenza degli imputati: le accuse devono essere legate al grave reato di tortura previsto dalla Convenzione di New York, quello cioè commesso da funzionari pubblici o da chi comunque agisce a titolo ufficiale, e deve esserci un atteggiamento ostruzionistico da parte dello Stato di appartenenza degli imputati che renda impossibile provare che questi siano a conoscenza della pendenza del procedimento a loro carico. Resta comunque fermo il diritto degli accusati che ci ripensino a chiedere un nuovo processo in presenza per il riesame del merito della causa.

Una decisione accolta con “grande soddisfazione” dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi - che già nel 2021 aveva chiesto il rinvio a giudizio di quattro alti funzionari della National Security Agency egiziana - e dai genitori di Giulio, che in tutti questi anni con grande determinazione hanno portato avanti la battaglia per avere verità e giustizia.

Procura e giudici si erano scontrati con il muro opposto dalle autorità egiziane alla loro richiesta di avere gli indirizzi degli imputati - il generale Tariq Sabir, i colonnelli Athar Kamal e Uhsam Helmi e il maggiore Magdi Ibrahim Abdel Sharif - necessari per notificare gli atti processuali.

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