Svizzera

Guerra all’Iran: Martin Pfister mette in guardia

Non è escluso che l’Europa venga coinvolta nel conflitto, afferma il ministro della difesa, sottolineando il rischio di attentati anche in Svizzera

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  • 55 minuti fa
Il responsabile del DDPS si è così espresso in un'intervista pubblicata oggi dalla Sonntagszeitung
06:52

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Notiziario 08.03.2026, 06:00

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Di: ATS/ARi 

Martin Pfister critica i Paesi belligeranti nella guerra esplosa in Medio Oriente. “Gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran dall’aria, violando così il diritto internazionale, proprio come l’Iran”, ha affermato il consigliere federale, senza ulteriori precisazioni, in un’intervista pubblicata oggi dalla Sonntagszeitung.

Non è escluso che l’Europa venga coinvolta nella guerra, ha dichiarato al domenicale. Il rischio “non si limita ad un classico scontro militare, ma si estende anche a una guerra asimmetrica sotto forma di attacchi terroristici”. E a detta del ministro della difesa, anche in Svizzera “sussiste il rischio che si verifichino attentati”.

Il conflitto, inoltre, “potrebbe provocare un’ondata di rifugiati, cosa che avrà un impatto pure su di noi”, spiega Pfister nell’intervista. Il responsabile del Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) raccomanda quindi di considerare la sicurezza in termini globali e non solo sotto il profilo militare: oltre all’esercito, anche la polizia e i servizi d’intelligence svolgono un ruolo importante. La popolazione quindi, ritiene il consigliere federale, “capirà che abbiamo bisogno di mezzi supplementari per tutto questo.”

Intanto l’assenza di sistemi di difesa in caso di guerra è particolarmente preoccupante, osserva Pfister, sottolineando che “attualmente non disponiamo di alcun mezzo per difenderci dagli attacchi a lunga distanza”. È vero, aggiunge, che l’Ufficio federale dell’armamento (armasuisse) e l’esercito hanno creato nuove strutture, come il centro di competenza dedicato ai droni e alla robotica e il gruppo di lavoro che collabora con scienziati e aziende. Tuttavia la minaccia è stata sottovalutata negli ultimi decenni e “questa guerra, per quanto terribile, potrebbe innescare un cambiamento di mentalità urgente e necessario”.

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