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Il Venezuela e il precedente che non c’è

L’esperto di geopolitica Gilles Gressani decifra le mosse di Washington, da Caracas alla Groenlandia, come un tentativo di espansione territoriale e di ridefinizione delle alleanze, con un’eco delle tattiche di Putin

  • Ieri, 06:36
"Gli Stati Uniti hanno avuto altre volte questo tipo di intervento in America Latina ma questa è una dinamica nuova"
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L'intervista all'analista politico Gilles Gressani

SEIDISERA 05.01.2026, 18:00

Di: SEIDISERA - Nicola Lüönd / sdr 

Cosa descrive davvero quanto accaduto in questi giorni fra Stati Uniti e Venezuela? Per Gilles Gressani, caporedattore del sito web di approfondimento dell’attualità “Le Grand Continent”, il punto di partenza è l’assenza di precedenti chiari. “È molto difficile trovare un precedente di questo tipo di operazione di decapitazione di un regime che però non sembra intenzionata a cambiare regime”. Colpisce soprattutto la cornice scelta da Washington che, spiega l’esperto, non rivendica il fatto di aver cominciato una guerra, ma si rivendica di fare un’operazione di polizia. Da qui la diagnosi, ossia, l’orizzonte di una sorta di “una nuova forma di colonizzazione imperiale”, con radici in una storia americana di interventi in America Latina, ma con un’estensione che oggi sembra andare oltre: nelle ore dell’intervista, nota Gressani, si parla anche di altri “fronti”, tra questi la Groenlandia.

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SEIDISERA 05.01.2026, 18:00

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La discussione del giornalista con SEIDISERA tocca poi il documento di sicurezza strategica di dicembre, che nella ricostruzione dell’intervista richiama la dottrina Monroe. Gressani riconosce che quel testo riflette “una geopolitica emisferica”, l’idea quindi di “una sola potenza sovrana” che non ha “amici” o “nemici”, ma “semplicemente vassalli”. Ma per Trump, specifica Gressani, la dottrina non resterebbe confinata alle Americhe, perché avrebbe una dimensione mondiale planetaria. Lo prova, nel suo ragionamento, il fatto che tra i Paesi evocati come possibili bersagli ci sia chiaramente l’Iran che non è in America” e una dinamica che si rivolgerebbe “contro l’Unione europea”, un tentativo insomma di “vassallaggio mondiale” di una potenza che vuole ripensarsi globale.

Sul dossier Groenlandia, Gressani insiste su una cesura storica. “Dalla fine della seconda guerra mondiale gli Stati Uniti non hanno mai espanso il loro territorio”. Oggi, sostiene, Make America Great Again diventerebbe anche un progetto geografico: rendere l’America più grande “sulla carta, sulla mappa del mondo”. Per questo “l’annessione del territorio groenlandese” sarebbe un obiettivo coerente.

Una svolta del genere, avverte, cambierebbe anche la logica delle alleanze. La NATO, ne cita l’esempio, rischierebbe di assomigliare a un sistema gerarchico, con “un solo sovrano” e altri Stati ridotti a “Paesi fantocci”, chiamati a cedere non solo risorse ma persino territorio. È “un progetto radicale di cambiamento” e, sottolinea alla RSI, non resterebbero alle parole.

La logica di espansione ricorda un po’ il Risiko, ma l’idea della grandezza tramite espansione territoriale - conclude Gressani - è stata “resa contemporanea” da Putin, che avrebbe mostrato come il potere possa essere consolidato “attraverso la guerra… l’estensione territoriale”.

E nella chiusura dell’intervista, l’esperto ribalta la prospettiva sull’America e sul Venezuela. Gli Stati Uniti non stanno cambiando il regime in Venezuela: non è a Caracas che si sta facendo un cambio di regime, conclude, ma è a Washington.

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Gli USA attaccano il Venezuela, Maduro catturato

Telegiornale 03.01.2026, 20:00

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