Il Tribunale penale federale di Bellinzona ha deciso di non estradare – per ora – il fiduciario italo argentino, residente e operativo a Lugano, accusato di aver preso parte al riciclaggio di ingenti somme di denaro riconducibili alla vicepresidente dell’argentina Christina Kirchner, già presidente dal 2007 al 2015.
Da anni Kirchner è nel mirino della giustizia del suo paese perché, con il marito ex presidente ormai deceduto, si sarebbe appropriata indebitamente di fondi pubblici. E la strada dei fondi pubblici porta direttamente in Svizzera, e più precisamente in una fiduciaria a Lugano gestita, da oltre una quindicina d’anni, appunto dall’avvocato italo argentino.
L’uomo è accusato dalle autorità sudamericane di aver aiutato a riciclare i soldi e avrebbe fatto anche da prestanome a un noto imprenditore.
Buenos Aires ha chiesto l'estradizione del fiduciario a fine 2016 e ora, dopo un tira e molla giuridico, il Tribunale penale federale, ha risposto no. O, meglio, non ancora.
Il TPF: “Problemi di salute”
L'uomo infatti, come si legge nella sentenza, soffrirebbe di una grave malattia e, secondo i giudici di Bellinzona che citano un rapporto dell'ONU, le condizioni carcerarie del suo paese sarebbero preoccupanti. Sovraffolate, violente e non adatte a trattare le sue problematiche di salute.
“Ecco perché ora – ha spiegato alla RSI il suo avvocato, il ticinese John dell’Oro – l’Ufficio federale di Giustizia dovrà presentare una valutazione sulla perizia medica del suo assistito. Poi bisognerà attendere che le autorità argentine garantiscano il trattamento medico dell’uomo". Il caso, dunque, non è ancora chiuso.







