La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (TPF) ha respinto il ricorso presentato da due società coinvolte nell’inchiesta per presunto riciclaggio di denaro che vede implicato Lazaro Baez, un imprenditore argentino vicino alla presidente argentina Cristina Fernàndez Kirchner. Le due aziende si erano opposte contro il blocco di alcuni conti svizzeri emanato dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC).
La vicenda
Ricordiamo che in seguito a due annunci dell’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS), lo scorso anno il MPC aveva aperto un’istruzione penale. L’affare era giunto a coinvolgere una fiduciaria di Lugano, sospettata di avere contribuito al trasferimento illecito di denaro dall’Argentina alla Svizzera.
Le motivazioni
Secondo i ricorrenti le misure prese dalla magistratura non sono fondate da "sospetti sufficienti" atti a determinare un crimine precedente al riciclaggio di denaro. Secondo i giudici del TPF invece "il blocco dei conti dei ricorrenti è legittimato dai sospetti esistenti quanto all’origine criminale dell’insieme degli averi depositati".
Presto una domanda d’assistenza giudiziaria
Il MPC prende atto della decisione e, tramite la sua portavoce, comunica che l’inchiesta prosegue e che intende ora emettere una domanda di assistenza giudiziaria alle autorità argentine.
Red. MM/FF








