ANALISI

In Iran l’obiettivo primario “è il cambio di regime”

L’esperto di geopolitica Nicola Pedde al Radiogiornale della RSI vede sullo sfondo la possibilità di “una dittatura di stampo militare”

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Rg 12.30 del 28.02.2026 L’analisi di Nicola Pedde: “L’obiettivo è il cambio di regime”

RSI Info 28.02.2026, 13:03

Di: Luigi Ceschina-Radiogiornale/joe.p. 

Dopo la prima ondata di attacchi da parte di Stati Uniti ed Israele, secondo le informazioni che giungono da Teheran, i vertici del regime iraniano sarebbero al sicuro. A questo punto la prima domanda è: quanto è verosimile che il regime cada? 

“L’obiettivo primario - afferma nella sua analisi l’esperto di geopolitica Nicola Pedde al Radiogiornale della RSI - è il cambio di regime. E questo aldilà di quelle che sono le motivazioni della narrativa ufficiale sul nucleare. Perché questo avvenga, chiaramente, le variabili che dobbiamo osservare sono quelle dell’intensità di questo attacco e della precisione, quindi della capacità di rimuovere la catena di comando e controllo della Repubblica Islamica”.

“Il vero pericolo che io intravvedo, nella prosecuzione di queste operazioni - prosegue Pedde - è legato a quella che è la dimensione del potere politico iraniano che non è affatto monolitico. Invece è molto polarizzato e caratterizzato, soprattutto in questa fase, da due componenti. Una, quella di Governo, e per un certo verso anche la parte della Guida Suprema, che ha cercato disperatamente il negoziato comprendendo i rischi di un conflitto. L’altra parte, invece, è quella del sistema degli ultraconservatori e di una parte dei conservatori tradizionali. Quest’ultima vede nell’ipotesi di un conflitto, soprattutto se avrà una dimensione limitata sul piano tattico, un’opportunità. Un’opportunità di fatto per rimuovere i vertici teocratici della Repubblica islamica e assumere il potere, trasformando il paese di fatto in una dittatura di stampo militare”.

”Ecco, questi - aggiunge Nicola Pedde - sono purtroppo gli scenari che si aprono. Ed è difficile poter ipotizzare, in questo momento, quali siano le reali possibilità di un cambio di regime. Diciamo che sarebbe necessaria un’operazione di militare di proporzioni imponenti che allo stato attuale non sembra essere visibile, almeno in questa prima fase”.

Sia Trump che Netanyahu hanno rivolto alla popolazione appelli a far cadere il regime. D’altro canto, lo sappiamo, le manifestazioni di gennaio sono state numericamente importanti, ma sono state anche represse in maniera molto, molto dura. Dunque: è possibile che sia il popolo a provare di nuovo a rovesciare il regime?

“Potrebbe sicuramente esserci una nuova fase di sollevazioni. Perché questa avvenga, però, come dicevo prima, è necessario che l’operazione militare rimuova drasticamente la capacità di repressione del regime. E questo significherebbe compiere delle operazioni molto più intensive rispetto a quelle che abbiamo visto finora”.

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