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Iran: incidente in elicottero, presidente disperso

Atterraggio di emergenza o schianto, la dinamica non è chiara, notizie confuse e frammentarie - Sull’elicottero anche il ministro degli esteri - Nebbia e terreno impervio hanno rallentato i soccorsi

  • 19 maggio, 16:19
  • 20 maggio, 06:54
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Notiziario 19.05.2024, 16:00

  • Keystone
Di: Agenzie/RSI Info

I soccorritori hanno ridotto a due chilometri il raggio dell’area di ricerca dell’elicottero che trasportava il presidente iraniano Ebrahim Raisi e il suo seguito, costretto a un atterraggio di emergenza o forse schiantatosi nella regione di Jolfa, non lontano dalla frontiera con il Nahicevan (provincia dell’Azerbaigian). Lo comunicano i media di Stato iraniani.

Con Raisi si trovavano anche il ministro degli esteri, Hossein Amir-Abdollahian, un governatore locale, un imam e altri funzionari. L’elicottero era accompagnato da altri due velivoli, ma solo uno è arrivato a destinazione.

Prima dell’incidente Raisi e Adbollahian avevano incontrato il presidente azero Ilham Aliev con cui avevano inaugurato la diga e il bacino di Qiz-Qalaisi, un progetto comune con l’Azerbaigian sul fiume Aras, che segna il confine tra i due paesi.

Le condizioni meteo e la nebbia rendono difficili le operazioni di soccorso, in una regione impervia. L’agenzia stampa Fars ha invitato gli iraniani a pregare per il presidente e la televisione pubblica ha mostrato immagini di veglie in corso.

Iran Raisi soccorritori

Soccorritori della mezzaluna rossa iraniana, in immagini diffuse dalla TV dell'Iran

  • EBU

Teheran afferma che tutte le forze dell’esercito sono state mobilitate.

Diversi paesi, della regione e non solo, si sono offerti di aiutare. Tra questi Iraq, Russia, Qatar, Emirati Arabi Uniti. L’Unione europea ha messo a disposizione il proprio servizio di satelliti Copernicus per l’osservazione terrestre. La Turchia ha inviato 32 esperti per il soccorso in montagna.

Raissi Iran

Il presidente iraniano Ebrahim Raissi

  • Keystone

Raisi, un falco in ascesa

63 anni, nato nella città santa sciita di Macchad, nel nord-est del Paese, Raisi è un falco ultraconservatore molto vicino alla guida suprema Ali Khamenei (85 anni) di cui è considerato un possibile successore, anche se è generalmente ritenuto poco carismatico. Proviene dalle fila della magistratura, dove è entrato a vent’anni, nel 1979, con la rivoluzione islamica. Dopo avere servito nelle province è stato procuratore di Teheran dal 1989 al 1994 e poi capo dell’autorità giudiziaria dal 2004 al 2014, quando è stato nominato procuratore generale.

È stato eletto nel 2021 al primo turno di uno scrutinio marcato da una astensione record e dalla mancanza di reali alternative. Nel 2017 era stato battuto dal moderato Hassan Rohani, che nel 2021 tuttavia non poteva più ripresentarsi, avendo già servito due mandati.

Raisi è un fiero avversario di Israele, sostenitore di Hamas e dell’attacco che l’Iran ha condotto sullo stato ebraico il 13 aprile con 350 droni e missili, quasi tutti intercettati. L’uomo figura sulla lista nera USA delle persone sottoposte a sanzioni perché accusato di gravi violazioni dei diritti umani. Nelle sue varie funzioni all’interno del potere giudiziario ha avuto responsabilità importanti per varie ondate di repressione contro il dissenso, le manifestazioni per la democrazia e per i diritti delle donne.

Le elezioni legislative dello scorso marzo ne hanno rafforzato il potere, avendo portato alla formazione di un Parlamento (che entrerà in funzione il 27 maggio) largamente in mano ai conservatori.

Raisi disperso: l'analisi

Telegiornale 19.05.2024, 20:00

In caso di morte, il potere al vice

La Costituzione iraniana prevede che i poteri del presidente - in caso di decesso - passino al primo vicepresidente, previo assenso della guida suprema, che ha l’ultima parola su tutte le questioni di Stato. Un consiglio di cui fanno parte anche il vicepresidente, il presidente del Parlamento e il capo della magistratura deve organizzare una nuova elezione entro 50 giorni.

La scadenza naturale dell’attuale mandato presidenziale è nel 2025.

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La guida suprema dell'Iran, ayatollah Ali Khamenei

  • EBU

L’appello alla calma della guida suprema Ali Khamenei

“Speriamo che Dio riporti il nostro caro presidente e i suoi compagni all’abbraccio della nazione. Ovviamente dobbiamo pregare, anche voi dovete pregare. Dobbiamo tutti pregare per la salute di questa squadra, guidata dal presidente. I loro sforzi al servizio del paese sono una grande benedizione. Speriamo che Dio non porti via questa benedizione dal paese.

Tuttavia, cara nazione, sia voi che siete seduti qui che quelli che mi ascolteranno dopo, siate certi che non ci sarà nessuna interruzione negli affari dello Stato. I funzionari hanno raddoppiato i loro sforzi, da quando hanno sentito le notizie questa sera e anche io ho dato loro il mio necessario consiglio”

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