La vendita di carburante è stata sospesa domenica nelle stazioni di servizio della Crimea annessa, dove attacchi di droni ucraini hanno causato quattro morti e 28 feriti. Una quinta persona è deceduta durante un attacco a un traghetto in navigazione tra la penisola e la Russia.
“La scorsa notte, i nostri attacchi a lungo raggio hanno preso di mira la logistica militare degli occupanti, l’industria petrolifera e la difesa aerea”, ha confermato il presidente Zelensky su X, precisando che sono state colpite infrastrutture nei pressi del ponte di Crimea, un deposito di petrolio a Kerch, quattro stazioni radar S-400 e due sistemi Pantsir.
Blackout elettrico
Il governatore della Crimea Sergej Aksjonov ha annunciato la sospensione della distribuzione di carburante, riservata ora ai soli servizi pubblici essenziali. Parte della penisola è rimasta senza elettricità: la compagnia Krymenergo ha comunicato danni alla rete nei distretti del nord-ovest, del centro e della costa meridionale, con lavori di ripristino in corso.
Raffinerie nel mirino
L’esercito ucraino prende di mira quasi ogni settimana raffinerie e depositi di petrolio in Russia, per privare Mosca dei proventi degli idrocarburi che finanziano lo sforzo bellico. Secondo Energy Intelligence, circa un terzo delle capacità di raffinazione russe è stato messo fuori servizio dagli attacchi ucraini.
Sul fronte ucraino, attacchi russi nelle regioni di Poltava e Dnipropetrovsk hanno causato tre morti e oltre venti feriti. Zelensky ha dichiarato che “solo questa settimana i russi hanno lanciato circa 2.200 droni, più di 1.800 bombe aeree guidate e 87 missili contro l’Ucraina”.
(articolo legato al Telegiornale delle 12:30 del 21.06.2026)













