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L’epidemia che mette a rischio la feta

La Grecia è confrontata con la diffusione di vaiolo ovino e caprino: con un solo caso, viene abbattuto tutto il gregge - Gli allevatori chiedono il vaccino

  • Un'ora fa
Con un solo caso, gli allevatori restano senza animali
03:18

Radiogiornale delle 12.30 del 26.01.2026: Il servizio di Elena Kaniadakis sull’epidemia di vaiolo ovino in Grecia

RSI Info 26.01.2026, 12:30

  • Reuters
Di: Radiogiornale - Elena Kaniadakis / Pa.St. 

La Grecia è confrontata con un’epidemia di vaiolo ovino e caprino. E nel tentativo di contenerla, finora è stata costretta ad abbattere, in via preventiva, quasi mezzo milione di pecore e capre. Un’emergenza che rischia di mettere in crisi uno dei prodotti di punta del Paese: la feta, diventata sinonimo in tutto il mondo del formaggio prodotto in Grecia.

Il primo caso della malattia risale al 2024 e da allora gli allevatori greci non dormono sonni tranquilli. Il protocollo prevede infatti che tutto il gregge sia abbattuto non appena si registra un caso di vaiolo ovino, una malattia virale che colpisce gli animali ma che non è pericolosa per l’uomo. “Siamo disperati, sentiamo di non avere un futuro. C’è chi ha perso tutti gli animali su cui faceva affidamento” racconta alla RSI un allevatore della regione greca della Macedonia.

La Grecia produce 97’000 tonnellate di feta all’anno, di cui oltre due terzi vengono esportati. Per proteggere le greggi, il commissario dell’Unione europea per la salute egli animali, Olivér Várhelyi, ha esortato Atene a fare uso dei vaccini contro la malattia. Le dosi verrebbero consegnate gratuitamente da Bruxelles, ma il governo ellenico ha risposto con un secco “no”: autorizzare il vaccino vorrebbe dire classificare la Grecia come un Paese in cui il vaiolo ovino è endemico, con il rischio che gli altri Paesi decidano di limitare le importazioni dallo Stato mediterraneo. Il ministro dell’Agricoltura, Kostas Tsiaras, ha aggiunto che non esiste un vaccino approvato nell’Unione europea.

La situazione è in effetti ingarbugliata: l’Unione europea ha nelle proprie scorte un vaccino utilizzato in Paesi come Turchia e Giordania, ma non è approvato a livello europeo. Questo non perché non sia considerato sicuro. Il motivo, ha spiegato un portavoce della Commissione europea al sito di Politico, è che il vaiolo ovino non è circolato negli Stati membri per decenni e i produttori non hanno mai chiesto di autorizzare il vaccino all’Agenzia europea per i medicinali.

La reazione degli allevatori

Il mancato via libera di Atene ha scatenato la rabbia di molti allevatori che hanno protestato in tutto il Paese, accusando il Governo di averli abbandonati. Alcuni si sono rivolti ai vaccini contrabbandati, fatti arrivare dalla Turchia. Secondo le stime del Governo sarebbero state somministrate un milione di dosi non autorizzate, alterando i dati epidemiologici. Atene punta sull’isolamento degli animali per sconfiggere l’epidemia, ma molti temono che queste misure non siano più sufficienti.

“Ora non c’è altra soluzione: occorre vaccinare in modo mirato” ha dichiarato Dimitrios Kuretas, governatore della regione della Tessaglia, cuore agricolo del Paese. “Sono tanti focolai in corso e con l’arrivo della primavera le infezioni rischiano di aumentare” ha avvertito.

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