Le armi tacciono o quasi per la prima volta dopo cinque anni in molte zone Siria, in particolare a Damasco e ad Aleppo, in seguito all'entrata in vigore alla mezzanotte (le 23.00 di venerdì in Svizzera) della tregua concordata con Russia e Stati Uniti. Mosca ha sospeso tutti i suoi raid aerei e l'Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito solo di colpi isolati nell'ovest del paese. Un gruppo islamico ha segnalato un bombardamento governativo e nella provincia di Hama, l'esplosione di un'autobomba rivendicata dall'IS ha causato il decesso di due persone. Tutto sommato, però, il cessate il fuoco regge.
Vi aderiscono, oltre al regime, 97 gruppi armati di opposizione, ma non l'autoproclamato Stato islamico e il fronte al Nusra, affiliato ad al Qaida, che insieme controllano più della metà del territorio.
La tregua dovrebbe essere il primo passo verso una soluzione politica e favorire nel contempo l'afflusso di aiuti umanitari. Un meccanismo di controllo è stato stabilito per valutare eventuali incidenti. L'emissario dell'ONU Staffan de Mistura ha annunciato l'intenzione di organizzare tre settimane di colloqui di pace indiretti a partire dal 7 marzo a Ginevra. Il conflitto siriano ha causato finora oltre 270'000 morti.
pon/ATS/AFP
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