Milano si risveglia con un sole primaverile ma uno stato d’animo che è un miscuglio di tristezza e angoscia per la sparatoria di ieri (giovedì) al Palazzo di Giustizia, dove il 57enne Claudio Giardiello ha ucciso tre persone all’interno del Tribunale seminando il terrore in una mattinata che la città difficilmente riuscirà a dimenticare. Lunghe sono le code agli ingressi riservati alla gente comune, dove i controlli almeno dall’esterno paiono essersi intensificati, nonostante fra avvocati e addetti ai lavori serpeggino perplessità sulla durata di tale soglia di attenzione.
Il giorno dopo
RSI New Articles 10.04.2015, 15:21
I timori viaggiano, però, come in un filo di terrore e paura da Corso di Porta Vittoria fino a Rho Fiera, dove tra ventuno giorni Expo 2015 vedrà l’apertura dei cancelli. Renzi prova ad evitare strumentalizzazioni, ma la partecipazione di alcune aziende di vigilanza come al Tribunale di Milano così nel sito espositivo, intensifica le oscure nubi sullo stato della sicurezza dell’Esposizione Universale. A gettare ulteriormente benzina sul fuoco vi sono poi le dichiarazioni del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che ammette come dal Governo ancora non siano giunte le necessarie risorse economiche in merito alla sorveglianza su Expo. La soluzione pare averla data il commissario unico, Giuseppe Sala, alcuni giorni fa: nessuna autorità politica presente il 1°maggio. Per il resto dei sei mesi, c’è solo da sperare.
Andrea Eusebio-Marie-Chantal Dumont/alaNEWS
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