La Libia compie un piccolo passo verso un accordo di pace. Domenica, il governo di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale, insieme ai leader di alcune fazioni politiche, hanno siglato in Marocco una nuova versione di un accordo di pace, grazie alla mediazione dell'inviato dell'ONU, Bernardino Leon. Ma sul testo manca la firma del governo di Tripoli, che è controllato dalle milizie islamiche, ma che non chiude completamente la porta alla ratifica del documento.
L'intesa prevede la fine dei combattimenti e la formazione di un governo di unità nazionale guidato da un premier e da due vice, con poteri esecutivi concreti, per almeno un anno. Nel testo si prevede anche che l'unico Parlamento riconosciuto sia quello di Tobruk, condizione che il Parlamento di Tripoli giudica inaccettabile.
I negoziatori adesso contano di incontrarsi dopo la fine del ramadan per formare un governo ad interim e raggiungere un accordo di divisione dei poteri con o senza Tripoli. Intanto a Bengasi negli ultimi tre giorni si sono registrati almeno 19 morti e 80 feriti in violenti combattimenti tra soldati libici ed estremisti islamici mentre l’IS continua a bombardare Sirte.
Red.MM/ATS/ANSA/Swing




